La conferenza stampa

Draghi, dopo Pasqua scuole aperte fino alla prima media in zona rossa

“Blocco dell’export rafforzato” ma per il premier “dalla pandemia si esce con la produzione di vaccini”. Il ministro Speranza: “Il Lazio torna arancione”

Consiglio europeo, vaccini e decisioni sulle restrizioni. All’indomani del summit dei 27 capi di Stato e di governo, e immediatamente dopo l’incontro con i tecnici e ministri sull’andamento dei contagi, il presidente del Consiglio fa il punto con la stampa. Con lui il ministro della Salute.

 

Il Lazio torna arancione. Per gli operatori non vaccinati decreto ad hoc

Asili nidi, elementari e prima media riapriranno dopo Pasqua anche in zona rossa. Il ministro Bianchi sta lavorando perché avvenga in modo ordinato”. L’annuncio di Draghi conferma la decisione della ‘cabina di regia’. “La volontà complessiva era che, se ci fosse stato uno spazio, lo avremmo utilizzato per le scuole fino alla prima media”, spiega il premier. Ma “la scuola è un punto di contagio limitato solo in presenza di altre restrizioni”. Sul perché ci si è fermati alla prima media la precisazione: “fonte di contagio è tutto ciò che avviene attorno alla scuola, in primis i trasporti. Quindi più si alza l'attività scolastica più aumentano le possibilità che l’indice si rialzi”. Per gli studenti test e tamponi solo “in alcuni casi”, è “esclusa un’azione globale”. Quanto agli “operatori sanitari non vaccinati si sta lavorando a un decreto”, ancora allo studio le sanzioni. Tra le novità per le regioni il ministro Speranza cita il “Lazio che torna in zona arancione”. Draghi intanto annuncia che si vaccinerà con AstraZeneca: “Ho prenotato ma non so ancora quando lo farò”.  

 

Ai governatori: il criterio dell’età deve essere prioritario

Sulla strigliata alle Regioni che affrontano in ordine sparso le convocazioni e le priorità per le vaccinazioni ci sarà “un incontro la prossima settimana”.  Bisogna lavorare “tutti insieme, inutile mettere divieti o minacciare misure”, dice l’inquilino di Palazzo Chigi. Che spiega anche il perché della sua “reazione spontanea” due giorni fa in Parlamento. “Il criterio prioritario deve essere l’età”, non sono accettabili “differenze tra le varie regioni. Il richiamo era inteso a dire che bisogna vaccinare i fragili e gli ottantenni e poi andare in ordine di età”. 

 

Cosa ha deciso l’Ue sull’export dei vaccini

Sul fronte europeo Draghi è tornato ampiamente sulla necessità di fare in modo che le dosi prodotte in Ue restino in Ue. Ieri era stato particolarmente duro in sede di Consiglio Europeo e aveva parlato della “sensazione di essere ingannati da alcune case farmaceutiche, in particolare da AstraZeneca”. Ma adesso il meccanismo di controllo dell'export è stato rafforzato dalla Commissione e “modifica in parte il criterio precedente”. Prima “l’unico requisito per lo stop era il non rispetto del contratto da parte di una società. Ora ci sono anche i criteri di proporzionalità e reciprocità”. Praticamente da adesso conta “cosa fa il Paese verso cui un vaccino è diretto, ovvero se consente o meno le esportazioni. Mentre la proporzionalità è un criterio più sottile, riguarda la spedizione di vaccini verso un Paese che ha una percentuale già alta di vaccinati”. 

 

Cautela su nuovi contratti 

Poi sull’acquisto di nuovi vaccini Draghi sembra orientato alla cautela. “Starei attento a fare contratti" su Sputnik. La presidente Von der Leyen “ha messo in luce come, da un'indagine fatta dalla commissione parlando col fondo d'investimento russo, possono produrre massimo 55 milioni di dosi, di cui il 40% in Russia e il resto all'estero. E all’Ema non è stata ancora presentata formale domanda e non si prevede che si pronunci prima di tre o quattro mesi. Se va bene il vaccino sarebbe disponibile nella seconda parte dell’anno".

 

Italia produrrà vaccini tra 3-4 mesi

Il premier ci tiene a dire che “l'enfasi ora è tutta sul blocco ma non ne usciamo se non con la produzione dei vaccini. E’ l’unica cosa che ci farà uscire dalla pandemia e ridarà fiducia nel tornare a viaggiare, a costruire relazioni”. Per produrli in Italia si parla di “3-4 mesi da ora". C’è l'accordo tra la Thermo Fisher per la produzione di Pfizer-Biontech e sottolinea che “ci sono altri accordi”. Poi rimarca: noi “siamo per il coordinamento e il rafforzamento dell’azione europea. Ma se ce ne fosse bisogno faremo da soli. C’è in gioco la salute, la vita e la morte, bisogna cercare il coordinamento europeo e se non si vede la soluzione bisogna cercare altre strade”. In ogni modo resta l’obiettivo per l’Italia di vaccinare mezzo milione di persone al giorno. 

 

Guardare avanti e non agli errori fatti

“Oggi è abbastanza facile criticare col senno di poi decisioni di prima, non vale solo per l'Europa ma anche per noi stessi. La decisione di far tutto insieme è stata giusta, ma ci sarà tempo e modo di accertare responsabilità ed errori ma bisogna guardare al futuro”. Le azioni da mettere in campo per il premier sono chiare: “contrattare tutti insieme, avere attenzione internazionale a siti produttivi nuovi, ci sono 45 siti nuovi in Europa, consente di guardare al futuro con ottimismo. Ad aprile inizierà ad arrivare anche Johnson & Johnson. Ci sono previsioni abbastanza consistenti”.

 

Per gli Usa l’Ue è il solo alleato fondamentale

Particolarmente soddisfatto il premier per la posizione americana espressa al Consiglio europeo. “Biden ha riaffermato che il pilastro della politica estera americana è l'Ue. Un tempo si diceva gli Usa guardano all’est, all'Asia, era in posizione equidistante. Oggi no, c’è un solo alleato fondamentale ed è l'Ue”. Draghi giudica “molto importante” l’intervento del presidente degli Stati Uniti. “Ha veramente portato aria nuova, aria fresca nei rapporti Usa-Ue” e ha riaffermato “la sua diversità rispetto alla precedente amministrazione, con totale fiducia nelle regole bilaterali sul commercio e tutte le forme di cooperazione internazionale”. Per il Palazzo Chigi da sottolineare che l’“amministrazione precedente in tema di tassazione delle multinazionali digitali era di totale chiusura, ora invece la nuova ha aperto ad accordi internazionali per la tassazione delle società digitali”. 

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