La novità per i medici

Cos’è lo scudo penale e come funziona obbligo vaccino sanitari

Decreto Draghi: vaccino obbligatorio per personale sanitario, protezione contro le denunce per chi li somministra, indennizzi ai pazienti per danni gravi

Con il Decreto Covid, appena varato dal Governo, scatta l’obbligo di vaccinazione per il personale sanitario, in particolare medici, ma anche farmacisti, a contatto con i pazienti. In caso di rifiuto è previsto lo spostamento ad altra mansione (amministrativa) fino alla sospensione dello stipendio. Introdotto, però, anche lo scudo penale proprio per chi somministra le dosi di siero. Ecco di cosa si tratta.

 

Lo scudo penale: cos’è

Si tratta di circoscrivere le responsabilità legate a una eventuale “colpa grave non generica” nella somministrazione dei vaccini, in modo da tutelare il personale che è impegnato nell’inoculazione delle dosi, sia medico che infermieristico. L’idea è nata per “proteggere” tutti quegli specialisti che sono stati reimpiegati in ambiti e reparti non di propria competenza, per fronteggiare l’esigenza di aumentare la campagna vaccinale. Lo scudo si limita a tutelare dalle conseguenze penali limitate alla sola «colpa grave», quindi nei casi previsti oggi dagli articoli 589 e 590 del codice penale: omicidio colposo e lesioni colpose. Se sarà ritenuto necessario, la magistratura potrà comunque aprire un fascicolo di indagine.

 

Obbligo di vaccinazione per i sanitari

La novità si accompagna all’obbligo di immunizzazione per medici e infermieri. Una legge in materia c’era già: è tuttora in vigore e si tratta della legge Gelli (24/2017) alla quale, però, a quattro anni dall’entrata in vigore, mancava di un Dm attuativo chiaro. Il problema si è posto con il via alle somministrazioni dei vaccini, a partire da chi è più esposto al virus Sars-Cov2, ossia i sanitari, insieme agli anziani delle Rsa. Ma di fronte al rifiuto di alcuni infermieri e medici di ricevere le dosi di siero, è tornata a porsi la questione di come vincolare la loro attività all’immunizzazione stessa. Ora l’idea del ministro della Giustizia, entrata nel nuovo Decreto dell’esecutivo, è di prevedere un allontanamento del personale che rifiuta il vaccino, spostandolo a reparti amministrativi o non a contatto con i pazienti, per evitare possibili contagi, come già accaduto in diversi ospedali. Nello stesso tempo si è lavorato a uno scudo penale, che “protegga” da cause giudiziarie per chi somministra i vaccini. Sono previsione sanzioni anche per le strutture che non si adeguano o non adottano provvedimenti nei confronti di chi rifiuta il vaccino.

Di questo tema, tra l’altro, si era occupata proprio il ministro della Giustizia quando, nel 2017, era vicepresidente della Corte costituzionale. Fu proprio Marta Cartabia a dichiarare legittimo l’obbligo di vaccinazione per potersi iscrivere a scuola, voluto dall’allora ministro dell’Istruzione, Beatrice Lorenzin, contestato invece dalla Regione Veneto. Insomma, sì all’obbligo, ma con eventuali indennizzi in caso di “danni” gravi, che infatti sono previsti anche ora e sono stati aumentati col nuovo decreto.

 

Indennizzi per danni gravi

Gli indennizzi sono già previsti per legge in caso di eventuali lesioni non temporanee provocate dalle vaccinazioni. Per evitare però un eccessivo (o “semiautomatico”) ricorso alle aule di Tribunale, alla ricerca di responsabili per pretendere risarcimenti costosissimi e oggi molto difficili da liquidare da parte delle assicurazioni, in tempi di pandemia, si è pensato di richiamarsi alla legge 210/1992, in tema di reazioni avverse da vaccini.

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