La resistenza di Kiev

Zelensky e gli ucraini sotto l’attacco di Putin, l’Occidente si muove

L’occupazione lampo da parte dei russi non c’è, i cittadini combattono. L’Europa fornisce le armi e disattiva Swift, la Polonia accoglie i profughi

Zelensky e gli ucraini sotto l’attacco di Putin, l’Occidente si muove

La guerra di Putin sta logorando lo stesso Putin che, sopra ogni aspettativa e calcolo, si è trovato rallentato nelle operazioni militari da una fortissima e inaspettata resistenza da parte del popolo ucraino e del suo presidente. Aiutata anche da un armata russa minata ancora una volta dai vecchi problemi logistici e armamenti datati.

Lo “zar” alla lunga riuscirà forse a prendere Kiev ma quello che è sotto gli occhi del mondo è che comunque andrà, il presidente Zelensky sarà ricordato come un martire se morirà per mano russa o come un eroe se riuscirà a scacciare l’invasore. E su questo Putin non potrà farci nulla.

 

E sebbene abbia passato anni a pianificare le strategie di invasione, le tempistiche e le varie intrusioni nella politica dei paesi esteri con il bieco obiettivo di destabilizzare e dividere l’Europa e gli USA, l’ex KGB sta comunque commettendo tanti errori di sottovalutazione, innanzitutto nei confronti della perseveranza e del patriottismo dimostrati dal fiero e forte popolo ucraino, ma anche per il fatto di non aver considerato l’uso dei social nella guerra moderna, impiegati in modo eccellente dal presidente ucraino che contrasta video dopo video la propaganda russa, per non parlare dei cyber-attacchi di Anonymus, a cui a sorpresa via via si stanno unendo anche gli hacker di tutto il mondo, e che potrebbero creare seri problemi alla Russia. Per il momento loro è l’attacco al sito del Cremlino, della Difesa con conseguente pubblicazione dei dati personali compresi indirizzi mail e numeri telefonici, della radio e della tv russa con canali che mandano in onda canzoni ucraine. È la nuova guerra cibernetica a cui si aggiungono le iniziative delle piattaforme social come Youtube, Twitter, Apple Store, Porhub (tra i primi a rendere inaccessibile il sito agli utenti russi) e Starlink di Elon Musk che ha garantito la rete internet all'Ucraina.

 

E che dire poi delle numerose manifestazioni a sostegno dell’Ucraina che si stanno svolgendo in tutto il mondo anche nella stessa Russia, dove la polizia ha arrestato più di 3000 persone tra manifestanti e giornalisti a cui il regime ha vietato di riportare le notizie di "guerra", "invasione", vittime, feriti e ostaggi.

 

Intanto quella che doveva essere la Notte, quella definitiva in cui l'esercito russo e Putin avrebbero dovuto prendere Kiev con tutto l'arsenale a loro disposizione, è trascorsa e al momento quello che è certo è che hanno "completamente" assediato le città ucraine di Kherson (sud) e Berdyansk (sudest) come annunciato il portavoce del ministero della Difesa, Igor Konashenkov. Ma dalle notizie che arrivano dai social in particolar modo da Twitter mostrano anche tanti video di giovani soldati russi catturati che tra le lacrime chiedono perdono ai genitori e al popolo ucraino, spiegando loro di essere stati ingannati e che non sapevano di dover combattere: "era solo un'esercitazione". Sono giovani, impauriti e anche impreparati militaristicamente, sono ragazzi che fino a qualche giorno fa, prima della guerra, vedevano i video su TikTok nella loro camera e pubblicavano foto su Instagram.

 

A tutto questo orrore e contro la Russia usurpatrice il mondo risponde con l'unica arma che ha per evitare di scatenare la Terza Guerra Mondiale, sono le sanzioni economiche. A lanciare quella che è stata definitiva l"arma nucleare finanziaria" sono stati di comune accordo la von der Leyen, Biden, Macron ed i primi ministri Scholz, Draghi, Trudeau e Johnson. La presidente della Commissione europa davanti al massiccio bombardamento delle città ucraine da parte del forze russe, è dovuta intervenuta a notte fonda annunciando la volontà di proporre per un certo numero di banche russe l'esclusione dal sistema dello swift e "ciò minerà la loro capacità di operare globalmente", paralizzare gli asset della Banca centrale russa congelando le transazione e rendere così impossibile "agli oligarchi russi utilizzare i loro asset finanziari nei nostri mercati". "Siamo determinati ad isolare ulteriormente la Russia dal sistema finanziario internazionale e dalle nostre economie.

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