Le pagelle

La Premier League non si smentisce mai: ecco le promosse e bocciate

Una prima giornata all’ennesima potenza nel campionato inglese, che regala subito perle memorabili: da Haaland a Grob, ecco i protagonisti e le pagelle

La Premier League non si smentisce mai: ecco le promosse e bocciate

È ricominciato il campionato più spettacolare del mondo: la Premier League riscalda subito l’atmosfera, con partite intense e ricche di emozioni. Le big si confermano quasi tutte, con il solo Liverpool fermato, dal muro Mitrovic. Il Chelsea se la cava con il solito rigore di Jorginho, mentre Conte fa subito intendere di voler dominare anche questa stagione. Le idee innovative di Arteta invece stanno portando l’Arsenal di nuovo tra le grandi. Manchester si divide in due: il sorriso di Haaland e il malumore di Ronaldo. Una stagione pronta ad emozionare: il campionato inglese è uno dei principali spettacoli del calcio europeo. Ecco le nostre cinque promosse, che hanno stupito in particolar modo in questa prima chiamata stagionale e le cinque delusioni.

 

Prima giornata di Premier League, le 5 bocciate

Aston Villa: Una sconfitta che pesa, specie per il progetto che stanno cercando di costruire: diversi acquisti di peso, che dovrebbero velocizzare il gioco, creando magari maggiori occasioni rispetto alla scorsa annata. Invece, la gara con il Bournemouth ci mostra ancora un gruppo fragile. Il tridente non funge, seppur la qualità sia all’ordine del giorno: Ings troppo egoista, Coutinho fuori tempo e Bailey in grande confusione. La mancanza di riferimenti genera paura in tutti reparti, che faticano a contenere le palle alte, da cui derivano di fatto entrambe le reti avversarie. Un inizio in salita, contro un avversario assolutamente alla portata. Se non vogliono rifare una stagione mediocre, candita unicamente dalla salvezza, dovrebbero rimboccarsi velocemente le maniche. 

 

Liverpool: Nessuno si sarebbe mai aspettato un brusco stop da parte dei Reds alla prima, contro il Fulham. Uno delle peggiori prime frazioni degli ultimi tre anni e le parole di Klopp sulla scarsa intensità, a fine partita, lo sottolineano ulteriormente. Per loro fortuna, gli investimenti (forse troppo velocemente criticati?) fatti durante quest’ultimo mese, hanno subito fruttato, permettendo così di raggiungere un complicato pareggio. Il nuovo numero nove, Nunez, si è presentato con un goal di tacco, assolutamente strepitoso e un assist decisivo per Salah, che non ha vissuto sicuramente una serata tranquilla. Alla corazzata di Liverpool si può sempre dare fiducia, anche dopo un passo falso, ma attenzione ai punti persi, che alla fine potrebbero pesare.

 

Manchester United: Nuova vita, vecchie tradizioni: i Reds Devils non sono cambiati e subiscono la prima sconfitta della stagione, sotto gli occhi preoccupati del pubblico di casa. Le scelte tecniche messe a punto dal nuovo allenatore olandese non sono sembrate funzionanti, visti anche i tantissimi errori nella costruzione della manovra. La difesa ancora una volta non regge, spesso è troppo schiacciata dal centrocampo, che non ha la giusta personalità per reggere il baricentro avanzato. Non mettere Cristiano Ronaldo dal primo minuto ha tolto fiducia al gruppo, schiavo delle giocate decisive messe in atto dal portoghese nella scorsa annata. Un messaggio dannoso anche a livello psicologico, nello spogliatoio, dove da qualche settimana non si vive in un clima pacato. È solamente la prima giornata, sarebbe sbagliato condannare subito tutti, ma è sicuramente necessaria una forte scossa.

 

Wolves: Contro ogni pronostico perdono subito alla prima occasione stagionale, dimostrando di avere ancora alcune lacune da colmare in questo finale di calciomercato. Una gara che inizia bene, con il super goal di Podence, ma che pian piano va a complicarsi, trasformandosi in un assedio verso la porta di José , che dopo un primo errore, salva su diverse palle-goal pericolose. In attacco smettono di esistere, limitandosi a creare tutte le occasioni sulle palle da fermo. Una rosa che da anni vive su una strada interessante, in cui i giovani (in particolare i portoghesi) vengono lanciati subito nella mischia, giocando con continuità. Nonostante ciò, non hanno ancora la caratura da squadra competitiva per l’Europa e l’evoluzione sembrerebbe ancora distante dalla meta prevista. Il talento non basta, dietro ad ogni squadra deve esistere una coordinazione tattica equilibrata.

 

Leicester City: A fine gara si è percepita la delusione generale, nonostante sia arrivato almeno un punto contro il Brentford. Il doppio vantaggio ai danni di una “piccola” del campionato ha fatto credere a tutto lo stadio di poter governare appieno la gara, salvo poi ricevere due frecciate molto pesanti. Una squadra che si è rilassata troppo in fretta, mostrando ancora una volta un limite nel mantenere saldo il risultato delle partite. È mancata la precisione dei giocatori importanti come Vardy o Maddison, che non si sono minimamente imposti come fanno di solito. È mancata fiducia nel reparto arretrato, con un portiere che lascia ancora oggi diversi dubbi: la cessione di Schmeichel rischia di diventare pesante non solo a livello tecnico, ma anche mentale. Manca il leader che tenga sul pezzo il gruppo, specie quando la vittoria dovrebbe essere obbligatoria. Hanno i giusti giocatori per mettere qualsiasi avversario in difficoltà, ma non possono continuare ad auto limitarsi.

 

Le cinque promosse:

Tottenham: Antonio c’è e quest’anno fa tremare le gambe a tutti. Se nella passata stagione ci ha deliziato con una rimonta impressionante, fino alla qualificazione in Champions League, quest’anno il gruppo di Londra dà la netta sensazione di voler fare un salto di qualità ulteriore. Un gioco divertente, portato all’offensiva, con un’innumerevole massa di giocatori che si portano in avanti. La personalità è indubbiamente la caratteristica che viene sottolineata dal tecnico salentino, capace di risvegliare un gruppo di “giocatori scadenti”. Così sono stati definiti sotto la guida di Espirito Santo, incapace di comprendere il reale talento della rosa. La Serie A è consapevole di aver perso un talento infinito come Kulusevski, bocciato precocemente alla Juventus, dopo solamente una stagione. Il riscatto di chi ha sempre avuto fame, ma è rimasto per tanto tempo ingabbiato nelle scelte sbagliate della società. 

 

Arsenal: Il tempo è maestro, lo insegna Arteta, un vero ingegnere del pallone. La giovane età è già stata dimenticata da tutti i tifosi delusi, che non hanno mai abbandonato la squadra. Un gruppo che gira, con tante certezze, giocando un calcio intenso e dalle manovre verticali. I tanti attaccanti veloci consentono i pericoli in ripartenza, dove si stanno rivelando assolutamente letali. La leadership di Odegaard, da capitano, aiuta a collegare con facilità i recuperi dei centrocampisti e la profondità delle punte. Il nuovo attaccante, Jesus, si prende la scena con delle rapide fiammate in area di rigore, che aiutano il team ad ottenere i tre punti. Non manca nulla a questo gruppo, che può dire tanto anche in Europa, vista la mentalità vincente che stanno acquisendo. Il limite è sempre stato la continuità nei risultati, ma questa volta possono vantare di una rosa vasta, che mette a disposizione diverse soluzioni in tutti i ruoli. Pronti ad una nuova era.

 

Manchester City: La vittoria non è un risultato che sorprende, viste le previsioni spaziali sul cammino stagionale di Guardiola e i suoi ragazzi. Il predominio schiacciante però è veramente notevole, specie contro una corazzata difficile da affrontare come quella del West Ham. Uno stratosferico Haaland zittisce le critiche e si mette in luce con una doppietta da attaccante spietato. I suoi movimenti in profondità hanno dato la sensazione di mutare leggermente il gioco del tecnico spagnolo, in positivo però. Questa grande paura che non si potesse adattare ad un idea di calcio completamente diversa rispetto a quella di Dortmund non può mai essere vera, di fronte a certe qualità tecniche. Un giocatore che potrebbe scoppiare in fretta anche in Inghilterra. Anche Foden ha lanciato un messaggio importante al suo allenatore: vuole fare il passo in più per affermarsi da grande. Ha fame e lo dimostra in ogni giocata o recupero palla. La difesa è tranquilla, grazie anche ad un Rodri imponente, geometrico nel effettuare al meglio entrambe le fasi. Tanti meccanismi che lanciano un campanello d’allarme al campionato inglese: anche questa stagione il City punta a toccare il cielo con un dito.

 

Newcastle: Massacrati dalla folle generale e dai media, per il cambio di proprietà stellare, si stanno dimostrando coerenti e preparati. La società non ha voluto investire ingenuamente su nomi fantascientifici, preferendo una strada ragionata, che si basa sull’evoluzione del gruppo passo dopo passo. Iniziare a raggiungere una salvezza tranquilla sarebbe un obiettivo di livello, per poi proseguire nella crescita. E i risultati si stanno già vedendo. La vittoria con la neo promossa Nottingham Forest è stata netta e tutti i componenti della rosa si sono messi in gioco con umiltà e cuore. Howe ha saputo sfruttare al meglio le doti dei giocatori offensivi, consentendo libertà nei movimenti e versatilità nelle scelte di gioco. Una spina nel fianco per tutti, che non ha intenzione di regalare punti in giro. Un campionato dalla competizione così elevata è capace di trascinare chiunque non resti al passo, nel vuoto.

 

Brighton & Hove Albion: La corazzata di Potter regala ai propri tifosi una prima giornata indimenticabile. Un gruppo sottovalutato, che già nella passata annata ha regalato perle tattiche di ottimo livello. Un gioco basato sugli esterni, che si buttano a capofitto verso l’area di rigore, fornendo palloni taglienti e pericolosi. La difesa dello United ne sa qualcosa, visto che subisce due reti in orizzontale. L’eroe dell’Old Trafford è indubbiamente Groß, che con una doppietta decisiva mette a segno il sesto goal in carriera contro Reds Devils. Un giocatore essenziale per la psicologia del gruppo, visto che si affidano a lui ogni volta che bisogna mantenere il pallone in avanti. Le sue percussioni, unite agli inserimenti in area, lo rendono maggiormente complesso da marcare. La tenacia del gruppo nel voler mantenere  solido il risultato è il perfetto specchio della fame di cui dispongono enormemente: rimanere coesi per poter raggiungere insieme l’obiettivo. Nessun ostacolo quindi per la loro lotta comune.

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