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Ritratti (poco) diplomatici

Stefano Sannino darà una spinta alla politica estera dell’Europa

Il nuovo segretario generale del Servizio Ue per l’azione esterna Sannino è stato già a fianco di Prodi quando guidava l’Ue, oggi fa coppia con Borrell

18 dicembre 2020 10:17
Stefano Sannino darà una spinta alla politica estera dell’Europa

Quanti sanno che l’Unione Europea è dotata di una sua propria politica estera? Purtroppo ben pochi: tuttavia, tale lacuna di conoscenza non è imputabile alla scarsa informazione dei singoli individui, quanto alla stessa Ue, che nel corso di questi decenni non è mai riuscita a divenire, in parallelo alla sua condizione di “gigante economico”, anche un importante soggetto politico internazionale. Tale incapacità si deve indubbiamente ai limiti strutturali dell’Unione – su tutti il fatto di non essere una federazione di Stati e di avere limitato la cessione parziale di sovranità soprattutto a questioni di ambito economico e non di politica estera – ma anche alla scarsa volontà e livello di ambizione che i leader degli Stati membri hanno dimostrato nel corso del tempo.


Eppure, l’Europa potrebbe davvero avere tutti i requisiti necessari per fare un salto di qualità anche a livello diplomatico. In questo senso, fa ben sperare la recentissima nomina dell’Ambasciatore Stefano Sannino a Segretario Generale del Servizio Ue per l’Azione Esterna. Sannino è un diplomatico italiano di lungo corso, protagonista di una carriera prestigiosa che lo ha portato a rappresentare il nostro Paese presso le istituzioni europee (dal 2013 al 2016) e Ambasciatore in Spagna. Il suo curriculum è stato legato a doppio filo con l’Europa, avendo lavorato a stretto contatto con Romano Prodi nei primi anni Duemila come suo consigliere per le relazioni esterne e il commercio durante il suo mandato come Presidente della Commissione Europea. In precedenza, era stato capo di Gabinetto del Ministero per il Commercio Internazionale sia con Piero Fassino sia con Enrico Letta.


Non fu dunque un caso se fu lo stesso Letta a nominarlo capo della rappresentanza italiana a Bruxelles nel 2013, incarico dal quale fu “bruscamente” rimosso a gennaio 2016 per volere dell’allora premier Matteo Renzi, che nominò al suo posto un “non diplomatico”, ovvero quello stesso Carlo Calenda che finì poi per diventare un fiero critico del fondatore di “Italia Viva”.


Ho ovviamente avuto il piacere e l’onore di conoscere Stefano Sannino da vicino e di lavorare con lui: uomo di grande professionalità, eleganza e competenza, la recente nomina è il riconoscimento di una carriera votata con passione a rafforzare il ruolo dell’Italia e dell’Europa nel mondo. L’Ambasciatore Sannino è anche da tempo impegnato in prima linea per la difesa dei diritti degli omosessuali (è lui stesso dichiaratamente gay), e per questo ha ricevuto diversi riconoscimenti per i suoi importanti sforzi. Sono dunque personalmente convinto che la sua figura corrisponda pienamente al ruolo che l’Ue deve promuovere di se stessa nel mondo: autorevolezza, capacità di proporre contenuti lungimiranti, apertura e modernità di pensiero.


Sannino lavorerà a stretto contatto con l’Alto Rappresentante per le Relazioni Esterne dell’Ue, lo spagnolo Josep Borrell (che curiosamente ha preso il posto dell’italiana Federica Mogherini). In pratica, il nuovo Segretario Generale del SEAE (Servizio Ue per l’Azione Esterna) dovrà lavorare affinchè l’Eiropa possa essere un soggetto sempre più forte a livello internazionale. Una sfida non facile, per i motivi già descritti all’inizio, ma che con due personalità di alto livello come Borrell e Sannino può essere affrontata con maggiore fiducia e ottimismo. 

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