Pandemia Covid

Vaccini anti-Covid, oggi prime dosi di Moderna. Cosa cambia

A chi andranno e come saranno distribuite. intanto si attendono le forniture di Pfizer per i richiami, dove si stanno esaurendo le prime dosi del vaccino

11 gennaio 2021 12:29
Vaccini anti-Covid, oggi prime dosi di Moderna. Cosa cambia

Sono 47mila le prime dosi del vaccino anti-Covid dell’americana Moderna che arrivano oggi in Italia. Si aggiungeranno a quelle già fornite da Pfizer BionTech e permetteranno di rafforzare il piano di copertura nazionale. A cambiare sono anche modalità di distribuzione, temperatura di conservazione e destinatari.

 

Da domani primi vaccini di Moderna

Il primo lotto di dosi, da 47mila, sarà somministrato a partire da martedì 12, a poche ore dall’arrivo nel nostro Paese. Ma entro la settimana dovrebbe arrivare una seconda fornitura da 67mila dosi, per un totale di 100mila che andranno a rafforzare il piano vaccinale già avviato con il prodotto di Pfizer. A cambiare, però, saranno sia i destinatati che le modalità di distribuzione e conservazione.

 

A chi va il vaccino Moderna

Mentre le prime dosi Pfizer sono state destinate prioritariamente al personale sanitario e agli ospiti delle Rsa, quelle di Moderna dovrebbero essere riservate agli over 80, dunque agli anziani più a rischio Covid. A cambiare sono quindi anche le modalità di distribuzione. Nel primo caso si è proceduto con una gestione “centralizzata” e l’arrivo del prodotto prima a Roma, all’aeroporto di Pratica di Mare, poi con una distribuzione a livello regionale.

Con Moderna, invece, le dosi di vaccino arrivano direttamente alla Regioni e in questo caso i quantitativi sono direttamente proporzionali alla popolazione ultra 80enne di residenti sui singoli territori.

In corsa e rispetto a questa programmazione, secondo alcune indiscrezioni si starebbe però pensando anche di dare priorità alle Regioni che hanno o stanno per esaurire i quantitativi del vaccino Pfizer, come nel caso della Campania o del Veneto.

 

Mancano vaccini per i richiami?

A preoccupare, infatti, sarebbe l’eventuale carenza di vaccini per i richiami al personale medico e infermieristico, o per le Rsa. Per sopperire un eventuale ritardo nella nuova fornitura di dosi di Pfizter, dunque, in alcune Regioni si potrebbe decidere di utilizzare il prodotto Moderna anche per le strutture sanitarie. Si tratta di territori come Umbria, Veneto e Toscana, ma anche della Campania, dove il Governatore, Vicnenzo De Luca, ha denunciato: “La nostra Regione ha raggiunto la percentuale più alta d’Italia nella somministrazione dei vaccini. Le aziende si fermano per mancanza di vaccini”. Il Commissario straordinario Domenico Arcuri, però, ha rassicurato che “ci sarà una nuova distribuzione” a breve da parte di Pfizer.

 

Moderna, richiami dopo un mese

A evitare la mancanza di dosi per i richiami, intanto, contribuirà anche il fatto che il vaccino di Moderna prevede una seconda somministrazione dopo 28 giorni e non 21 come nel caso di Pfizer. Il prodotto americano, poi, si conserva nel lungo periodo a temperature di – 15°C/- 25°C, ma se le confezioni sono integre può rimanere stabile per 30 giorni anche in normali frigo a + 2/8°C. Infine, ciascun flaconcino da 6,3 ml non richiede diluizioni ed è quindi pronto all’impiego.

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