MES: cosa significa, cos’è e come funziona riforma Fondo Salva Stati?

Cos'è il MES, Meccanismo Europeo di Stabilità? Come funziona il Fondo Salva Stati e quali sono le ultime novità riforma e ristrutturazione del debito?

MES cosa significa, cos’è e come funziona il Fondo Salva Stati? Ultimissime novità

 

In questi ultimi giorni si sente sempre di più parlare della riforma del MES, ossia del Meccanismo Europeo di Stabilità o Fondo salva Stati, tanto che oggi il Premier Giuseppe Conte è intervenuto al Senato proprio per riferire sulla riforma dopo le aspre critiche dell'opposizione e anche del M5s.

 

Durante il suo intervento Conte ha precisato che:

La revisione del trattato sul Mes non apporta modifiche sostanziali al trattato già esistente e, in particolare, non introduce, ed è nostra ferma intenzione che questo non accada, alcun automatismo nella ristrutturazione del debito di uno Stato, ma lascia alla Commissione europea il fondamentale ruolo di valutarne la sostenibilità e di assicurare la coerenza complessiva delle analisi macroeconomiche effettuate sui Paesi membri.

Ma che cos'è la ristrutturazione del debito e cosa prevede esattamente la riforma del MES? Andiamo a spiegarlo nei prossimi paragrafi.

 

MES cosa significa? Cos'è il Meccanismo Europeo di Stabilità?

Che cos’è il MES cosa significa? Il MES, Meccanismo Europeo di Stabilità, dall’inglese European Stability Mechanism, è un organismo europeo nato nel 2012 con l’obiettivo primario di garantire la stabilità finanziaria dei Paesi dell’area Euro.

 

Dal momento, infatti, che le vicissitudini di uno Stato Membro, come un eventuale tracollo finanziario, potrebbero trascinare a fondo l’economia anche di tutti gli altri dell’Unione Europea ecco che si rende necessario il MES per la gestione della crisi.

 

Il MES, Meccanismo Europeo di Stabilità è nato dalle modifiche al Trattato Europeo approvate il 23 marzo 2011, andando così a sosttuire il Fondo europeo di stabilità finanziaria (Efsf) al fine di mobilitare le risorse finanziare e dare sostegno alla stabilità ai membri del MES che già si trovano o rischiano di trovarsi in gravi problemi finanziari.

 

Il Mes è quindi un organismo nato per salvaguardare la stabilità finanziaria della zona Euro e quella dei suoi Stati membri, ed è per questo che viene chiamato anche Fondo salva Stati.

 

 

Da chi è gestito il Mes, Fondo salva Stati?

Il MES, Meccanismo Europeo di Stabilità è un organismo che ha sede in Lussemburgo ed è gestito da:

  • un Board of Governors costituito dai ministri finanziari dell'area euro ed il cui presidente è il portoghese Mario Centeno, Presidente dell'Eurogruppo;

  • un Board of Directors, i cui membri vengono scelti dai ministri dell'economia e finanze;

  • un direttore generale, il tedesco Klaus Regling, che gestisce gli affari correnti del MES seguendo le indicazioni del Board of Directors. Il direttore partecipa anche alle riunioni del Board of Directors e Governors.

Partecipano come osservatori anche il Presidente della Bce, Cristine Lagarde e il Commissario europeo agli Affari Economici,  Paolo Gentiloni.

 

Fondo salva Stati: come funziona il MES?

Avendo visto finora cos’è il MES e da chi viene gestito il Fondo salva Stati andiamo a vedere come funziona il MES

  • Il Fondo salva Stati è una società sita a Lussemburgo a cui partecipano tutti gli Stati membri portando capitali in rapporto al proprio peso economico nell'area Euro.

  • Il Fondo del MES è di circa 700 miliardi di euro, ad esempio la Germania detiene la quota più importante pari al 27%, la Francia al 20% e l'Italia a quasi il 18%.

  • Gli Stati Membri che richiedono l'aiuto al MES per ottonere risorse finanziare devono accettare condizioni stringenti sui propri conti, come ad esempio tagli sulla spesa pubblica e riforme strutturali. Finora hanno avuto accesso al Fondo salva Stati la Grecia con 61,9 miliardi, la Spagna con 41,3 miliardi e Cipro con 6,3 miliardi.

  • Pertanto ecco come funziona la procedura di attivazione del Mes

    1) uno Stato Membro in difficoltà deve avanzare la richiesta di assistenza al Presidente del Consiglio dei governatori del fondo salva-Stati;

     

    2) Il MES chiede alla Commissione UE di valutare lo stato di salute del Paese che ha chiesto aiuto e di definire il suo fabbisogno finanziario.

     

    3) Dopo la valutazione, l’organo plenario del MES decide di agire e aiutare il Paese in difficoltà con prestiti. 

 

Riforma del Fondo salva Stati: cosa prevede?

Cosa prevede la riforma del Fondo salva Stati? La discussione sul MES che si è accesa negli ultimi giorni è dovuta al fatto che nel giugno scorso, i governi dei Paesi membri hanno trovato un accordo per la riforma del MES. L'accordo però per entrare in vigore deve essere ratificato all'unanimità da tutti i parlamenti degli Stati coinvolti.


Le modifiche che più hanno sollevato dubbi, critiche e polemiche sono fondamentalmente 2:  1) gli aiuti alle banche e 2) La ristrutturazione del debito che secondo molti, andrebbero ad impattare fortemente sulla stabilità dell'Italia, anche se sia il Premier Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, affermano, invece, che non c'è alcun rischio per il Nostro paese.

Andiamo a vedere cosa prevedono queste modifiche.

 

MES, gli aiuti alle banche:

Con la riforma del MES si dovrebbe fornire anche il backstop al Fondo di risoluzione comune delle banche, e cioè la possibilità del Fondo di intervenire anche nel salvataggio delle banche di interesse europeo, utilizzando gli accantonamenti derivanti dai contributi delle banche dell’area Euro.

 

Mes, la Ristrutturazione del debito

La ristrutturazione del debito previsto dal MES, consiste in un intervento di riduzione del valore dei titoli di Stato nel momento in cui quello Stato venga ritenuto non in grado di onorare in tutto e per tutto i debiti.

Ed è proprio in questo meccanismo che ci sarebbe il pericolo, se uno degli Stati più "affidabili" dovesse, infatti, trovarsi in difficoltà e aver bisogno del Meccanismo, la quantità dei fondi che non può più garantire sarebbe riversata necessariamente sugli Stati più piccoli.

 

Ad esempio la parte dei soldi concessi alla Grecia sono stati corrisposti dalla Germania, in parte dall’Italia, dalla Francia e così via. Ma, dato che ogni Paese riesce a garantire uno status di affidabilità, alla quota versata da ciascuno viene riconosciuto un interesse diverso. 

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