Il nuovo bonus famiglie

Assegno unico 2021 per famiglie con figli: cos’è, importo e requisiti

L’assegno universale per le famiglie è una misura contenuta nel Family Act, confermata con la nuova Legge di Bilancio: sostituisce altre agevolazioni

Assegno unico 2021 per famiglie con figli: cos’è, importo e requisiti

Approvato nella nuova Legge di Bilancio, l’assegno unico e universale è una misura a sostegno delle famiglie con figli a carico.

Spetterà non solo ai lavoratori dipendenti, ma anche a quelli autonomi, ai disoccupati e incapienti: ed è questa un'altra grande novità.

 

Sono stati stanziati 3 miliardi di euro per quest'anno, che diventeranno 6 nel 2022: contenuta nel Family Act, è stato uno dei primi provedimenti presentati dalla ministra  dimissionaria Elena Bonetti.

 

L'assegno unico riunisce tutti i sussidi attualmente disponibili, che saranno quindi in vigore fino al 30 giugno, e potrà essere erogato a partire dal 1° luglio 2021. 
Ne ha parlato anche il premier Conte durante il suo discorso alla Camera.

 

Assegno unico 2021: come funziona e a chi spetta

L’assegno universale è stato pensato per tutte le famiglie con figli, dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni. Non ci saranno limiti di età per i figli con disabilità, che lo riceveranno per l’intero arco della loro vita.

L’importo oscillerà tra i 50 e i 250 euro mensili: ci sarà una quota base e una variabile, che dipenderà dall’ISEE familiare, che si annullerà arrivata alla quota dei 60mila euro annui. 
L’assegno unico viene maggiorato per i figli successivi al secondo e per i figli con disabilità.

Potrà essere erogato in denaro, con cadenza mensile, oppure sotto forma di credito d’imposta.
L’assegno unico non concorre alla formazione del reddito imponibile e potrà essere cumulato anche con il Reddito di cittadinanza.

 

Assegno unico per famiglie: chi potrà richiederlo

L’assegno unico potrà essere richiesto sia da cittadini italiani che extracomunitari con permesso Ue per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno, per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale.

Tra gli altri requisiti, bisogna essere soggetti al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia; avere residenza o domicilio in Italia per la durata del beneficio; essere stato o essere residente in Italia per almeno due anni (anche se non continuativi).
Si attendono ora i decreti attuativi, che devono essere emanati entro 60 giorni dalla Manovra.

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