Inizia il processo

Trump, oggi il via all’impeachment: perché sarà veloce. Il Gop diviso

In Senato il via al processo per alto tradimento e istigazione all’insurrezione. Potrebbe durare solo una settimana. Come voteranno i repubblicani del Gop

Si torna in aula, al Congresso, quello stesso palazzo nel quale poco più di un mese fa fecero irruzione i supporter di Donald Trump. Questa volta, però, non ci saranno i Proud Boys né i seguaci di QAnon, ma i senatori e saranno chiamati proprio a decidere se condannare l’ex Presidente per alto tradimento e per incitamento all’insurrezione.


A carico del tycoon ci sono soprattutto i suoi stessi post, le frasi postate sui sociale network (“Combattete come all’inferno!”) e in particolare su Facebook e Twitter, prima che i suoi account fossero bloccati proprio per i contenuti. Tra le “prove” anche i discorsi di Trump, che incitava i seguaci a non accettare quello che considerava un “voto-truffa”, insieme a quella telefonata shock nella quale chiedeva di intervenire sul risultato elettorale nella decisiva Georgia, in modo a tornare in corsa per la Casa Bianca.

 

Perché l'impeachment

Ma secondo gli osservatori sarà anche un processo breve, perché difficilmente i repubblicani del Gop (i conservatori del Grand Old Party) saranno disposti a votare per una condanna, che molti vedono come simbolica (non era mai accaduto prima che un Presidente fosse messo sotto accusa una volta terminato il mandato), mentre per altri intende sbarrare la strada a una eventuale ricandidatura o alla possibilità che il tycoon possa ricoprire incarichi pubblici in futuro.

Ecco cosa potrebbe accadere.

 

Un ex presidente, due impeachment

La prima novità è data dal fatto che prima d’ora un Presidente è stato messo sotto accusa due volte. L’altra è che non era mai accaduto che l’impeachment scattasse al termine del mandato. A far slittare l’avvio è stato anche l’attuale capo della Casa Bianca, Joe Biden, per poter iniziare il proprio mandato, per esempio con i primi ordini esecutivi su clima e pandemia, e con gli interventi sul fronte estero con i messaggi ai leader mondiali, in primis Cina e Iran.

 

Cosa accadrà e come voteranno i repubblicani

Un’altra novità riguarda il fatto che Trump, pur invitato a testimoniare, non sarà a Washington, ma rimarrà nella sua villa a Mar-a-Lago, in Florida, dove è tornato nel giorno dell’insediamento di Joe Biden. Il procedimento dovrebbe durare solo una settimana, contro le tre del precedente impeachment, perché pochi sono i testimoni chiamati a raccontare la loro versione dei fatti in modo da garantire una “giustizia imparziale” come giurati. La maggior parte sono coloro che fuggirono dal Congresso il 6 gennaio scorso, ma in molti, come il repubblicano Roger Wicker (Mississippi) parlano di “esercizio partigiano di messaggistica senza senso”. D’accordo l’alto repubblicano Rand Paul (Kentucky) che indica “zero possibilità di condanna” perché il linguaggio di Trump sarebbe stato “figurativo”.

 

Lo stesso Paul ha chiesto ai “colleghi” del Gop di pronunciarsi sulla incostituzionalità del procedimento, a fine gennaio: in 45 su 50 gli hanno dato ragione. Per condannare Trump, servirebbe il voto favorevole di almeno 17 senatori repubblicani: un obiettivo che sembra lontano e al quale sembra dovrà rassegnarsi la speaker della Camera, Nancy Pelosi, la più grande sostenitrice dell’impeachment. Non resta che attendere eventuali colpi di scena.

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