Sport e dieta

Noemi, a Sanremo (dimagrita) col metodo Tabata: cos’è e come funziona

La cantante pronta al palco dell’Ariston dopo un cambio di look, frutto della dieta Meta e del metodo Tabata. Come ha cambiato alimentazione e stile di vita

Noemi si dice “rinata”, grazie una Metamorfosi, quella che dà il titolo al suo nuovo album, in uscita dal 5 marzo, ed quella che lei stessa ha messo in atto, sia con il metodo Tabata, sia con una dieta particolare che, guarda caso, rievoca anche il nome del nuovo disco: il protocollo METAExperience.


Ecco in cosa consistono, come funzionano, a chi sono adatti.

 

Il metodo Tabata per dimagrire

La cantante italiana Noemi, in gara al Festival di Sanremo, non ha dubbi: si sente cambiata, dopo la sua Metamorfosi, che l’ha riguardata sia dentro che fuori: un cambio di vita, di mentalità e anche di peso e forme. Basta osservare le foto, nelle quali mostra un corpo molto più asciutto, anche grazie al metodo Tabata, che prevede soprattutto un allenamento ad alta intensità. Nato negli anni ’90 dall’omonimo scienziato giapponese, consiste nell’eseguire un esercizio alla massima intensità per 20 secondi, intervallandolo con 10 secondi di recupero passivo, e un’altra sessione ad alta intensità, per un “circuito” di 8 volte. Ogni mini-sessione dura complessivamente circa 4 minuti e lo scopo è di accelerare il metabolismo. E’ un metodo molto efficace, ma non adatto a tutti.

 

Per chi è adatto l’allenamento Tabata

Concentrando il massimo sforzo in pochi minuti (e secondi) richiede un certo impegno cardiovascolare, quindi presuppone un certo allenamento di base. Il tempo di recupero del metodo Tabata, infatti, è molto ristretto (appena 10 secondi). Gli esercizi, inoltre, richiedono un certo carico muscolare e un livello di coordinazione frutto di un percorso progressivo. Insomma, non è da neofiti.

 

I vantaggi

D’altro canto, il vantaggio principale è di poter concentrare in poco tempo un’attività fisica molto intensa, che dunque porta a bruciare calorie ed energie. Un altro aspetto positivo è che permette di “scaricare” tensione e rilasciare endorfine in quantità massiccia, dunque di liberare il cosiddetto ormone del buon umore. Un altro beneficio è il fatto che questo tipo di allenamento può essere eseguito sia indoor che outdoor, in solitaria o in gruppo, purché tutti i componenti siano a un livello simile, altrimenti si rischia di compiere sforzi eccessivi rispetto alla propria condizione.

 

La dieta META

Nel caso di Noemi, un altro contributo alla sua “metamorfosi” è arrivato grazie al protocollo alimentare METAExperience, della nutrizionista Monica Germani. E’ l’acronimo di Medical Education Transform Action e ha lo scopo di "educare emozionalmente" la persona ad avere un diverso approccio al cibo. Più che una dieta in senso stretto, infatti, si tratta di un percorso di accettazione di sé, che porta a un equilibrio tra mente e corpo. Si inizia con un colloquio con lo psicologo, poi con nutrizionista e personal trainer, che creano un regime alimentare appositamente per ciascun paziente. E’ previsto anche un prelievo del sangue per individuare le caratteristiche genetiche del soggetto ed escludere, per esempio, alterazioni metaboliche alla base di mal fuzionamento degli enzimi, per esempio nell’assorbimento di zuccheri e grassi.

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