Sblocco dell’Ever Given

Suez: disincagliata nave portacontainer ferma da 6 giorni nel canale

La Carlo Magno di Napoli tra i super-rimorchiatori. L’Ever Given bloccava il canale causando ritardi e costi per ogni giorno di fermo. La vicenda è virale.

In posizione diagonale nel Canale di Suez, la portacontainer Ever Given, uno dei giganti del commercio mondiale via mare, era bloccata dal 23 marzo ostruendo il passaggio alle altre navi e creando code tra il Mar Mediterraneo e il Mar Rosso, facendo preferire il periplo dell’Africa anziché subire la lunga attesa.

 

Lo sblocco: tra i rimorchiatori c’è la Carlo Magno

In tutta la sua lunghezza (400 metri, quanto l’altezza dell’Empire State Building), la nave era rimasta incastrata il 23 marzo in un tratto largo 30 metri.

Durante il weekend, ci si è chiesto “chi” e “quando” sarebbe riuscito a sbloccare l’Ever Given. I lavori erano andati avanti per giorni facendo ipotizzare una riapertura in tempi più lunghi di quelli effettivi. L’Autorità del Canale di Suez (SCA - Suez Canal Authority) ha annunciato che si sono concluse con successo, dopo le 4 di questa mattina, le operazioni per disincagliare la nave la cui poppa pesa oltre 200.000 tonnellate. La nave è stata affiancata da diverse navi-rimorchio su ciascun lato; sono stati allargati gli argini del canale grazie a delle escavatrici. Tirando a prua e a poppa, si è riuscito a farla ruotare lentamente fino a liberarla. La nave è stata prima alleggerita, poi è tornata a galleggiare, ma parzialmente. Ed il traffico nel canale non è ancora stato riavviato.

L’Ever Given è stata trainata da circa 10 rimorchiatori giganti (le tugboats nel gergo nautico), mentre le draghe hanno aspirato la sabbia accumulatasi sotto la nave. Sembra, tuttavia, che il bulbo di prua della nave sia ancora arenato. Il che ha reso necessario manovre aggiuntive per fare leva sulla marea favorevole di queste ore. Tra i rimorchiatori impegnati nelle operazioni c’è l’italiano Carlo Magno, super-rimorchiatore della società Augustea di Napoli e l’olandese Alp Guard, giunta nell’area qualche giorno fa.

 

 

Canale di Suez e commercio globale

Lungo circa 190 km, il Canale di Suez è di uno dei corsi d’acqua più trafficati al mondo. Interessa oltre il 10% della gestione del commercio marittimo internazionale collegando il Mar Mediterraneo alle acque extra-europee. Il danno economico che l’ostruzione ha procurato non è stato indifferente. Ogni giorno di fermo genera infatti ritardi nella consegna dei carichi e conseguenti costi addizionali sullo scambio delle merci (stando alla Lloyd’s List sono pari a 9,6 miliardi di dollari al giorno). Sia al centro del canale, che alle estremità, circa 370 navi (di cui 25 petroliere) hanno interrotto la propria rotta di navigazione attraverso il Mar Rosso. Quelle che hanno potuto optare per vie alternative si sono dirette verso l’estremità del Sud Africa (Capo di Buona Speranza), allungando la navigazione di almeno 2 settimane (e costi aggiuntivi per il carburante) rispetto al viaggio prestabilito attraverso il canale.

 

Ever Given: notizia “virale” ma non pandemica

La vicenda della nave ha già effetti importanti. È diventata “virale” in pochi giorni, alimentando i trending degli hashtag sui Social. Si sono moltiplicate, su Twitter, le immagini #EverGiven #Suez, le più visualizzate e commentate della settimana. Un episodio inatteso – non collegato agli effetti della pandemia covid19 – che ha avuto impatto spettacolare, mostrando la debolezza e “l’imprevisto” del paradosso del mercato globalizzato, accendendo i riflettori sui meccanismi e le dimensioni dell’infrastruttura delle spedizioni navali.

Inoltre, la notizia del suo sblocco ha già fatto calare il prezzo del petrolio, ad esempio, quello del greggio Wti del Texas.

 

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