il cibo che verrà

Le tendenze food 2023: cosa mangeremo e perché cambieranno i gusti

Avanza il settore veg, ma non solo. A influenzare i trend del nuovo anno sono nuovi gusti, ma esigenze di maggiore sostenibilità e costo degli alimenti

Le tendenze food 2023: cosa mangeremo e perché cambieranno i gusti

Il tempo passa, la globalizzazione aumenta, che non significa solo trovare grandi catene di ristoranti e supermercati identici in ogni angolo della Terra poter assaggiare cibi fino a pochi anni fa introvabili e ora invece disponibili anche sulle nostre tavole. Le tendenze sono dettate dalla voglia di scoprire piatti differenti, ma anche di fare scelte di maggiore sostenibilità ambientale: va in questa direzione la sempre maggiore diffusione di cibi “veg”.

Il portafoglio, poi, fa la sua parte, con una sempre maggiore attenzione alla spesa alimentare, specie dopo i rincari del carrello legati anche alla guerra in Ucraina.

 

Aumentano piatti a base vegetale e “km zero”

Si tratta di un trend che è iniziato già da qualche tempo e che nel 2023 si consoliderà. Come dimostrano i dati della Gdo, la Grande distribuzione organizzata, aumentano i consumi di cibi il biologici e a ‘km zero’, con i consumatori che prestano sempre più attenzione a ingredienti ed etichette.

Cresce anche il comparto veg in tutte le sue varianti, grazie alla spinta di diete vegetariane, vegane, flexitariane, reducetariane: insomma, quelle che comprendono sempre minori quantità di carne, sia per motivi di salute che di impatto ambientale (basti pensare alle emissioni di carbonio legate agli allevamenti. Secondo le analisi nel 2023 l’intero settore dovrebbe arrivare a un valore di 12 miliardi di dollari.

 

Il food delivery è diventata “un’abitudine”

Il servizio di consegna del cibo a domicilio ha segnato un vero e proprio record, complice la pandemia, che ha fatto lievitare il comparto del 70% rispetto all’epoca pre-Covid. Anche nell’asporto, però, la componente della sostenibilità è diventata forte, come dimostrano le scelte sempre più “eco” di imballaggio (carta, cartone, plastica biodegradabile o materiali realizzati con fogli di bambù).

Anche nella ristorazione, però, sembra cresce la voglia di rivolgersi a esperti che offrono menù locali e a km zero. Come rileva Il fatto alimentare, per questo il 2023 potrebbe essere l’anno del boom del turismo enogastronomico, che potrebbe comprendere anche micro-birrifici e cosiddetti ‘musei del gusto’.

 

Quali ingredienti non mancheranno

Se il nuovo attrae, periodicamente si assiste al ritorno di qualche gusto “antico”, come quello dei datteri, degli yogurt tradizionali (dopo la crescita di quello greco e “senza”) o di salse a base salata. Tra gli evergreen, anche a causa dei rincari che spingono in alto il prezzo di cibi più “esotici”, rimane la pasta, insieme al pollo, con la differenza che la prima non è più realizzata solo con grano o legumi, ma anche con verdure come zucchine, cavolfiori, broccoli e persino platano, mentre il pollo proverrà sempre più da allevamenti non intensivi.

In ogni caso le alghe come nuovo ingrediente diventeranno più diffuse, insieme a semi di chia, frutto del baobab, physalis (alchechengi peruviano o ribes del Capo) e yaupon, una pianta ricca di caffeina tipica del Nord America e impiegata come ingrediente per tisane e cocktail.

 

Che fine farà il poke?

Sicuramente è stato uno dei protagonisti di pranzi (e talvolta cene) del 2022: il poké rimarrà però ben presente sulle tavole anche nel 2023, specie come forma più salutare di pranzo di lavoro leggero (a seconda delle varianti).

Sempre secondo Il fatto alimentare, però, le vere novità saranno i “dolci ibridi come cronut (ovvero croissant + donut), duffin (donut + muffin) e baissant (bagel + croissant), ma ci sarà anche una crescente apertura verso novel food come gli insetti commestibili (il cui mercato globale dovrebbe arrivare a più di 1,5 miliardi di dollari entro il 2026 secondo i dati di Global Market Insights) e la carne e il pesce coltivati in laboratorio.

 

Anche l’occhio vuole la sua parte

Se il “food porn” è passato un po’ di moda, certamente l’aspetto estetico dei piatti non scomparirà tra i “valori” che saranno ricercati anche nel nuovo anno. Il cosiddetto “impiattamento”, quindi, e la presentazione delle proprie creazioni, specie in occasioni speciali, rimarrà un must. Insomma, ciò che si mangerà dovrà sicuramente essere buono, ma anche bello, anche se questo varrà soprattutto per chi aspira ad essere “chef” o è attento a postare ciò che mangia anche sui social, oltre a goderne da solo in compagnia dei propri commentali.

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