Stati Generali dell'economia: l'ultimo giorno di incontri

Stati generali dell’economia: significato, origini e storia. Perché il premier Conte li ha convocati, chi parteciperà? Recovery plan italiano: cosa prevede

21 giugno 2020 09:50
Stati Generali dell'economia: l'ultimo giorno di incontri

Gli Stati Generali dell’economia, convocati del premier Conte, sono iniziati sabato 13 giugno a Roma nella splendida cornice di Villa Pamphilj. Non dureranno 4 giorni come annunciato all'inizio, ma termineranno il 21 giugno.

 

Un appuntamento per discutere della ripartenza e del rilancio del paese dopo l’emergenza coronavirus, ma anche per decidere come dovranno essere spesi i fondi che arriveranno dall’Ue per il “Recovery plan italiano”.


Conte ha intenzione di illustrare le conclusioni e le raccomandazioni della task force guidata da Vittorio Colao, oltre che il piano nazionale delle riforme previste per il paese.

 

Tre i capisaldi: il decreto semplificazione; il rilancio delle infrastrutture a iniziare dall'alta velocità; gli incentivi per gli investimenti.


L’obiettivo degli Stati Generali dell’economia è di raccogliere tutta una serie di proposte, da tutte le parti coinvolte, per l’economia italiana e far fronte alla crisi sociale ed economica che seguirà quella sanitaria.


L’iniziativa però ha provocato delle tensioni nella maggioranza, con il Pd che non ha risparmiato le critiche.

 

L'opinione del nostro Direttore Alfonso Dell'Erario sugli Stati Generali di Conte.

 

Stati Generali: chi ci sarà e chi ha detto no

Presenti agli Stati Generali i rappresentanti del governo, rappresentanti delle parti sociali (sindacati, Confindustria, Confcommercio, Confagricoltura, Pm, terzo settore) e alcuni intellettuali, che lo stesso Conte ha definito “singole menti brillanti”.

 

Saranno presenti, ad esempio, gli archistar Renzo Piano e Massimiliano Fuksas, ma anche Stefano Boeri e Oscar Farinetti, fondatore di Eataly. 

 

Confermati gli interventi della presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen; della direttrice del Fondo monetario internazionale Kristalina Gheorghieva; della presidente della Bce Christine Lagarde e del presidente del Parlamento europeo David Sassoli. Presente anche il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Assente invece Mario Draghi.

 

Il Centrodestra ha deciso che non parteciperà agli Stati Generali: è arrivato il no da Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani. i leader di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia sono compatti in questa scelta, anche se Tajani si è detto disponibile a recarsi a Palazzo Chigi. 

 

"Noi siamo sempre disponibili al confronto con il governo" ha dichiarato Giorgia Meloni. "Su questi Stati generali c’è un problema di merito e metodo. Il problema di metodo è che gli Stati generali per noi sono il Parlamento della Repubblica: se ci si vuole confrontare con noi si fa nella sedi istituzionali, noi non partecipiamo a passerelle nelle ville. Il problema di metodo è che, proprio in queste ore, la Camera dei deputati discute il decreto Rilancio, ovvero come spendere 55 miliardi di euro che, insieme ai 25 precedenti, ipotecano il futuro per qualche anno. E, se qualcuno vuole parlare con noi, di questo deve parlare: di come si spendono questi 80 miliardi di euro, perché parlare di altro per ora non ci interessa." 

 

La risposta di Conte non si è fatta attendere: "Ho letto delle opposizioni, lo sapete bene che quella villa è sede istituzionale di alta rappresentanza della presidenza del Consiglio. Invitarli lì per progettare l’Italia che vogliamo, l’Italia del rilancio è un gesto di attenzione nei loro confronti. Un luogo più istituzionale non si può, ci invitiamo anche capi di Stato e di governo."

 

 

Stati generali dell'economia: il programma di domenica 21 giugno

Domenica 21 giugno sarà l'ultima giornata di lavori: Conte incontrerà le "menti brillanti" del paese. Alle ore 18 è in programma la conferenza stampa conclusiva dell'evento.

 

A partire dalle ore 9.00 interverranno:

  • Catia Bastioli – AD Novamont;

  • Lavinia Biagiotti Cigna - Presidente e CEO di Biagiotti Group;

  • Fabrizio Di Amato – Presidente Maire Tecnimont SPA;

  • Daniele Ferrero – Presidente e AD Venchi;

  • Betta Maggio – AD U- earth Biotechnologies;

  • Vito Pertosa – Fondatore Gruppo Industriale Angel;

  • Andrea Pontremoli – AD Dallara Automobili;

  • Giordano Riello – Riello International Group;

  • Renzo Rosso – Presidente OTB;

  • Alberto Vacchi – Presidente IMA SPA;

  • Chiara Burberi – Presidente e CEO Redooc;

  • Vincenzo Balzani – Prof. Emerito Università di Bologna.

Dalle ore 14.00, sarà la volta di:

  • Alessandro Baricco – Scrittore;

  • Stefano Boeri – Architetto;

  • Massimiliano Fuksas – Architetto;

  • Stefano Massini – Scrittore;

  • Franco Maria Ricci – Presidente di Fondazione Italiana Sommelier;

  • Elisa - Cantautrice;

  • Giuseppe Tornatore – Regista;

  • Monica Guerritore - Attrice.

Alle ore 16 il governo incontrerà la Cosulta delle professioni sanitarie.

 

 

Stati generali dell'economia: il programma di sabato 20 giugno

La settima giornata degli Stati Generali dell'economia è stata fitta di impegni.

 

Gli incontri sono iniziati a partire dalle ore 9 con Cdp- Cassa depositi e Prestiti, Terna, Snam, Fincantieri, Leonardo, Enel, Eni, Invitalia, Poste Italiane e Ferrovie dello stato.


Alle ore 12 è stata la volta di Giuseppe Soda, SDA Bocconi School of Management; Massimo Bergami, Bologna Business School; Paolo Boccardelli; LUISS School ABIE- Advisory Board Investitori Esteri.

Dopo la pausa, alle ore 14:30, c'è stato l'incontro con un gruppo di cittadini in rappresentanza di diverse categorie professionali.

Alle ore 16 è iniziato il Forum del Terzo Settore: sono intervenuti Assifero - Fondazioni ed Enti della Filantropia Istituzionale; Fondazione Italia Sociale; ACLI - Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani; e Alleanza contro la povertà.

Alle ore 17 presenti ASviS - Alleanza Italiana Sviluppo Sostenibile; Sbilanciamoci!; Social Impact Agenda per l'Italia e Associazione Bene Comune. Alle 18 FAND - Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità; FISH - Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap.

Dalle 19 gli incontri sono proseguiti con FAI -Fondo Ambiente Italiano; Fridays For Future; WWF; LAV - LEGA Anti Vivisezione; Legambiente e Greepeace.

 

Al termine della giornata il Presidente del Consiglio Conte ha dichiarato che la bozza del piano di rilancio, da cui sarà poi ricavato il recovery plan,  sarà pronta la prossima settimana.

 

 

Stati generali dell'economia: il programma di venerdì 19 giugno

Gli incontri della sesta giornata si sono tenuti nel pomeriggio, a partire dalle ore 17.

 

Presenti il Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi Professionali, Confprofessioni, Rete Professioni tecniche, Confederazione AEPI, Confassociazioni, Assoprofessioni, COLAP.

 

Alle ore 20 il Governo ha incontrato il Consiglio Nazionale Giovani. 

 

 

Stati generali dell'economia: il programma di giovedì 18 giugno 

Gli incontri di giovedì 18 giugno sono iniziati al mattino, alle ore 9. In questa quinta giornata il governo ha ricevuto i rappresentanti delle organizzazioni agricole, del turismo, dello spettacolo e della pesca.

 

La mattina presenti Coldiretti e Confagricoltura, CIA, Copagri, Alleanza delle Cooperative-settore Agroalimentare, Filiera Italia, Federalimentare, Federdistribuzione, Federdoc, Coop e Conad. 


Nel pomeriggio, a partire dalle 14, è stata la volta di Federturismo Confindustria, Confturismo Confcommercio, Assoturismo, CNA Turismo, Confimprese Turismo Italia, ANICA, AGIS, APA, AIE, FIEG e Federculture.

 

Dalle 18:30 si sono tenuti gli incontri con Impresa Pesca, Federpesca, Alleanza delle Cooperative, API, AMA e Assoittica. 

 

 

Stati generali dell'economia: il programma di mercoledì 17 giugno

Alla quarta giornata degli Stati Generali la grande protagonista è stata Confindustria: è intervenuto infatti il Presidente Bonomi, che ha messo a punto un suo preciso piano per l'Italia.  

 

Gli incontri sono iniziati nel pomeriggio, a partire dalle 14:30.  

 

Bonomi ha attaccato il governo sulla cassa integrazione, spesso anticipata dalle imprese, e anche sui gravi ritardi sulle procedure annunciate a sostegno della liquidità: ecco il resoconto sul confronto Conte-Bonomi.

 

Oltre a Confindustria, hanno partecipato anche ANCE, ANFIA, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confimi, Confimprese Italia, Conflavoro PMI, Confservizi, FINCO, UCID e Unimpresa.

 

Stati generali dell'economia: il programma di martedì 16 giugno

Martedì 16 giugno gli Stati Generali hanno visto la partecipazione, a partire dalle ore 9, di Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, CNA e Casartigiani.

 

Dalle ore 12 sono stati invece presenti Unioncamere, Federdistribuzione, Federterziario, CNCC-Consiglio dei Centri commerciali, Assoeventi.

 

Dopo la pausa, i lavori sono ripresi alle ore 15:30 con Alleanza Cooperative Italiane e UeCoop-Unione Europea delle Cooperative, per concludersi alle 18 con ABI, Ania, Assogestioni e Federcasse.

 

 

Stati generali dell'economia: il programma di lunedì 15 giugno

Il programma della giornata, dedicata al tema del lavoro, è iniziata con l'apertura intorno alle ore 9 del Presidente del Consiglio, a cui è seguito l'intervento di Vittorio Colao.

 

A partire dalle ore 10 è stata la volta dei sindacati: CGIL, CISL e UIL con Landini, Furlan e Barbagallo.

 

Nel pomeriggio sono stati presenti altre sigle sindacali: Ugl, Usb, Cub, Cisal, Confsal, Cobas, Unicobas, Cida- Fedeermanager, Cse, Fnsi.

 

La giornata si è conclusa con la Conferenza delle Regioni e della Parti Autonome, l'Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e l'UPI (Unione delle Province d'Italia).  

 

Al termine degli incontri, Conte ha annunciato che il Consiglio dei Ministri avrebbe esaminato un Dl per estendere da subito la Cig di ulteriori 4 settimane.

 

Il premier ha commentato: «La versione definitiva del piano del Governo contiene l'indicazione di 187 progetti specifici. Questa non è una passerella, ma un confronto su progetti specifici.»

 

 

Stati generali dell'economia: la prima giornata sabato 13 giugno

L'appuntamento dal titolo "Progettiamo il rilancio" è iniziato sabato 13 giugno intorno alle ore 10.

 

Il primi giorno è stato dedicato alle personalità internazionali, tutti collegati in videoconferenza: von der Leyen, Sassoli, Lagarde, Michel.

 

Nel programma anche un intervento del Commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni. 

 

Nel pomeriggio, dopo la pausa, sono intervenuti  il governatore della Banca d'Italia Visco; il Segretario Generale dell’OCSE Ángel Gurría e Kristalina Gheorghieva.

 

Nel pomeriggio si è svolto un panel dal titolo "Policy in the post-Covid world: challenges and opportunities" con la presenza dell'economista francese Olivier Jean Blanchard e John Van Reenen del MIT, moderato dalla professoressa di Harvard Raffaella Sadun.

 

Non ha partecipato l'opposizione come già annunciato, che ha definito gli Stati Generali "una passerella".

 

Dopo la pausa di domenica, lunedì invece interverranno le parti sociali, mentre martedì di Confindustria e alle altre associazioni di imprese. Il Premier ha inoltre annunciato che lunedì sarà presente anche Vittorio Colao.

 

Non è prevista la presenza dei giornalisti e il Presidente del Consiglio  farà il punto dopo ogni giornata.

 

Conte, in un post sulla sua pagina Facebook, ha sottolineato: «Stiamo gettando le basi per un programma ambizioso, che si articola su alcune linee strategiche: modernizzazione del Paese, transizione ecologica, inclusione sociale, territoriale e di genere.»

 

 

Stati generali dell’economia: origini e storia

Cosa sono gli Stati Generali dell’Economia convocati da Giuseppe Conte? L’idea è nata nella Francia del XIV secolo, ben prima della Rivoluzione, quando a questa assemblea generale partecipavano i rappresentanti dei 3 ordini o stati: nobiltà, clero e terzo stato, ossia la borghesia.


Furono convocati per la prima volta dal re Filippo IV, detto il Bello, il 10 aprile del 1302 nella chiesa di Notre Dame di Parigi.


Ma qual era il funzionamento? Le elezioni dei rappresentanti agli Stati generali procedevano designando innanzitutto gli elettori locali attraverso gli Stati provinciali (che avevano il compito di votare i sussidi statali del re, oltre a competenze in materia fiscale.)

 

Gli elettori locali si riunivano nel capoluogo, elaboravano i “cahiers de doléances” (ossia dei quaderni in cui erano raccolti, per ogni ordine, le lamentele e i voti da presentare al Re) ed eleggevano quindi i deputati all’assemblea generale.

 

Durante questa convocazione, i 3 ordini si riunivano in maniera separata, in modo da realizzare un quaderno unico basato su quelli provinciali.

 

Un solo deputato per ogni stato parlava nell’assemblea generale, seguendo un preciso ordine: clero, nobiltà e terzo stato. Gli Stati Generali si scioglievano senza aspettare la risposta del governo del re.


A partire dalla seconda metà del XV secolo gli Stati Generali furono convocati periodicamente: l’ultima nel 1789, quando vennero trasformati in un’Assemblea nazionale costituente.


Recovery Plan italiano: cosa prevede?

Il recovery plan italiano, com’è stato prospettato dal premier Giuseppe Conte, è il piano alimentato dalle risorse messe a disposizione dell'Ue che il governo intende utilizzare per il rilancio dell’Italia.

 

Sono 7 i punti principali che Conte ha elencato in una lettera pubblicata dal Corriere della Sera e dal Fatto Quotidiano.


Nel testo si legge: “Deve programmare la propria ripresa e utilizzare i fondi europei che verranno messi a disposizione varando un 'piano strategico' che ponga le basi di un nuovo patto tra le forze produttive e le forze sociali del nostro Paese.

 

Questo è il momento per alzare la testa e volgere il nostro sguardo al futuro.”

 

Ecco i punti del Recovery plan italiano presentati da Conte:

  • incentivi alla digitalizzazione; 

  • capitalizzazione e consolidamento delle imprese; 

  • rilancio investimenti pubblici e snellimento della burocrazia; 

  • nuove forme di tutela e promozione per il patrimonio paesaggistico e culturale; 

  • investimenti per il diritto allo studio e per l’offerta formativa; 

  • tempi più brevi per la giustizia; 

  • una seria riforma fiscale.

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