I top millennials

Giovani talenti Serie A: chi sono i migliori 8 della generazione Z

Chi sono i migliori giovanissimi giocatori della generazione Z in Serie A? I top 8: Rovella, Lovato, Colley, Hickey, Robertson, Raspadori Portanova Milanese

20 novembre 2020 14:31
Giovani talenti Serie A: chi sono i migliori 8 della generazione Z

Sembra ieri che i giocatori del ’94 o ’96 venivano considerati il futuro. Il ventunesimo secolo non ha portato solo alla crescita di questi giocatori millennials, nati negli anni ’90, ma ha visto l’ascesa di diversi talenti, che oggi si ritrovano a giocare nel massimo campionato italiano.

 

Le scelte sono peculiari perché sino ad un anno fa nessuno, o quasi, di questi ragazzi aveva mai giocato un solo minuto. Quale è stata l’evoluzione di pensiero degli allenatori per affidarsi a delle scommesse?

 

Serie A Generazione Z, come hanno trovato spazio in campo?

Se dovessimo trovare delle ragioni del perché ormai ogni squadra di Serie A gioca con almeno un calciatore nato dopo il Duemila ce ne sarebbero varie.

 

In primis, la vecchia guardia, quella che ci ha accompagnato dal 2010 ad oggi, sta iniziando a vacillare, con sempre più giocatori che spariscono nel vortice del ritiro, lasciando un po’ di amaro in bocca per il romanticismo che ci regalavano.

 

La seconda ragione è che dopo il lockdown questi giovanissimi hanno giocato con costanza soprattutto per necessità delle società che invece di puntare su acquisti dall’estero hanno preferito rinforzare le squadre primavera, così da avere risorse in più direttamente in casa.

 

Più i contagi aumentavano, più le società faticavano a causa delle difficoltà economiche a fare mercato e più venivano messi in campo i post-Millenials, che in molti casi hanno risposto più che bene.

 

Chi sono i migliori giovani talenti di Serie A?

Ormai se giochi due partite buone, sei nato dopo il Duemila e fai un paio di skills in mezzo al campo, il prezzo del cartellino lievita molto.

È il caso di Diallo Traoré, giocatore dell’Atalanta che è stato acquistato dallo United per 40 milioni di euro, ma che rimarrà a Bergamo in prestito sino a gennaio. Classe 2002, ha giocato 5 partite con la Dea, segnando un goal all’Udinese lo scorso anno. Quaranta milioni di euro (che ricordiamo essere lo stesso prezzo con cui il Liverpool acquistò Salah dalla Roma due anni fa) è un passo azzardato per un ragazzo che si può considerare ancora molto acerbo.

 

Promettente certo, ma cosa si nasconde realmente nella scelta del Manchester di voler aspettare un giocatore, che non si è quasi mai esposto al mondo dei grandi? Si ha la sensazione che sia una gara a chi investe di più con la speranza di azzeccarci. Rischioso. Ovviamente non tutti i super talentini vengono venduti o buttati in mezzo alla scena. 

 

Chi sono dunque i giovani talenti di Serie A?

 

1° Nicolò Rovella:

Il primo sicuramente da nominare è il centrocampista del Genoa, Nicolò Rovella, 2001, diciannove anni ancora da compiere a dicembre. Giocatore fantastico poiché ha uno stile vecchio stampo: recupera palloni da mezz’ala con inserimenti da trequartista. Sembra esperto sia nei movimenti che nel palleggio, eppure ha giocato solo sei gare da professionista in tutta la vita. La sua entrata in scena è dovuta alle tante assenze causa Covid, altrimenti giocherebbe ancora tra i giovanissimi. 

 

2° Matteo Lovato:

Il più affermato giocatore della Generazione Z è Matteo Lovato del Verona, difensore centrale, che Juric ha lanciato dopo l’addio estivo di Kumbulla. Personalità, carisma e una grande interpretazione difensiva, soprattutto nel leggere le situazioni di anticipi. È vero che con il Padova, in cui giocava sino allo scorso anno, aveva avuto già la possibilità di esprimersi tra i grandi, ma la Serie A è una cosa diversa e lui sta dimostrando di starci dentro con la testa. Domenica dovrà marcare Zlatan, uno che potrebbe essere suo padre, ma che lui non ha intenzione di far passare. Sempre alla corte di Juric vi è un altro bel giocatore, stavolta una punta, che si sta prendendo pian piano la titolarità.

 

3° Ebrima Colley:

Ebrima Colley, dal vivaio dell’Atalanta, classe 2000, fa del fisico la sua dote migliore. È più acerbo del compagno di squadra, ma ci mette tanta voglia e i colpi non gli mancano. Il mister spera di farlo diventare un nove d’area di rigore e non un giocatore a tutto campo che vuole fare il fenomeno con numeri da circo. Può e deve diventare più concreto, ma è sulla strada giusta.

 

4° Aaron Hickey:

Scendiamo in Emilia dove il talento non manca in modo particolare in casa Bologna e Sassuolo. I rossoblu quest’estate hanno acquistato un giocatore straordinario, capace di corsa, dribbling e “con le palle” come lo ha definito Sinisa Mihajlovic, nonostante sia un 2002. Parliamo di Aaron Hickey, ex Hearts, che da quest’anno si è preso subito la titolarità con la nuova squadra.

 

5° Andrew Robertson:

Un ragazzo che si impegna molto, che esce sempre con la maglia sudata e che per caratteristiche ricorda il capitano della sua nazionale, Andrew Robertson, terzino a tutta fascia, instancabile nel sù e giù. Un talento da covare e trattenere il più possibile, visto che le big si stanno già buttando a capofitto su di lui. 

 

6° Giacomo Raspadori:

In casa Sassuolo invece Giacomo Raspadori ha già avuto nella scorsa stagione la bravura di segnare alla Lazio e di giocare un bel po’ di gare. Una punta molto particolare, piccolo di taglia, ma grosso fisicamente, comparato da tutti a Antonio Di Natale, per le sue caratteristiche di velocità e agilità negli ultimi 20 metri di campo. Dopo l’infortunio nella passata stagione di Gregoire Defrel divenne la spalla di Ciccio Caputo, un’alternativa sia da punta, che sulla trequarti, con l’ambizione un giorno “di diventare come Aguero” così almeno si augura lui. Tra le big italiane la Juventus è quella più all’avanguardia con la progettazione sui giovani.

 

7° Manolo Portanova:

Inter, Napoli e Lazio invece non concedono ancora alle giovani promesse di ritagliarsi molti spazi, affidandosi ancora ai giocatori più esperti. I bianconeri dopo aver acquistato l’affermato Dejan Kulusevski ha lanciato anche Manolo Portanova, vent’anni, figlio dell’ex difensore del Bologna, che si è dimostrato essere nel poco tempo avuto, un giocatore molto sicuro di se stesso e con poche pressioni sulle spalle. Un esterno che tenta più volte la giocata, senza diventare egoista, come la Vecchia Signora insegna. Purtroppo per lui ad oggi lo spazio rimane ridotto per le innumerevoli scelte a disposizione di Pirlo. Chissà che un’esperienza in prestito potrebbe farlo crescere con più costanza. 

 

8° Tommaso Milanese:

Infine chiudiamo con la bella sorpresa di ieri sera, Tommaso Milanese, classe ’02, ha esordito nella sfida con il Cluj siglando un assist a Pedro. Fabrizio Miccoli, ex Palermo, lo ha visto crescere e afferma che il ragazzo è un grandissimo prospetto. Che sia l’inizio di un percorso importante anche per il ragazzo scuola giallorossa?

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