L’appuntamento di stasera

Il Movimento cerca la svolta. Prove di leadership per l’avvocato Conte

L’ex premier interverrà alle 21.30 in diretta streaming all’assemblea 5S con parlamentari, deputati europei, consiglieri regionali e amministratori locali

Stare troppo tempo lontano dalla scena in politica può essere rischioso. Specie quando i marinai hanno bisogno di vedere il capitano al timone per sapere che la tempesta può essere superata. Giuseppe Conte stasera interverrà in diretta streaming all’assemblea dei gruppi parlamentari del M5S. Che sarà aperta agli eurodeputati, ai consiglieri regionali, agli amministratori locali. L’annuncio ufficiale, sul suo profilo Facebook. Ma la riunione di stasera non sarà risolutiva. Le grane che attanagliano le truppe grilline sono sul tavolo: doppio mandato, rapporti con l’associazione Rousseau, le tensioni interne. I nodi da sciogliere sono diversi. Il doppio mandato ha anche a che fare con la riorganizzazione del sistema con cui i parlamentari contribuiscono alle casse grilline. La raccolta prima passava dalla piattaforma di Davide Casaleggio.

Ora si starebbe pensando a un sistema diverso, centralizzato e a conduzione politica. E più di qualche deputato e senatore, sapendo che non sarà rieletto, si fa i conti in tasca. Inoltre, l’ipotesi circolata nei giorni scorsi di aprire al terzo mandato solo per ‘i meritevoli’ ha prodotto ulteriori polemiche.  “Quale sarebbe il criterio per la deroga e per stabilire il merito?”, si chiede una deputata. “Quello della visibilità, quello di chi è stato a suo tempo prescelto dalla comunicazione per andare in tv? Qui c'è gente che non è conosciuta ma fa un lavoro molto serio”. 

 

Molti attendono da Conte la presentazione del progetto per il Movimento. Ma non è detto che l’ex premier voglia accelerare. Piuttosto, ha bisogno di tempo: per dare fondamenta solide al palazzo da costruire. E per sganciarsi dai diktat di Beppe Grillo. Finché la presenza del fondatore non cesserà di essere ingombrante, il suo sarà un ruolo a metà. E’ accreditarsi come leader, a tutti gli effetti, la partita più importante che ha da giocare. Tenendo insieme i rivoltosi che hanno mal digerito il sì al governo Draghi, duri e puri della prima ora, che sono ancora tentati dalla sirena che porta il nome di Alessandro Di Battista. I malumori nell’ultimo mese non si sono placati, sono solo stati taciuti dagli interessati e dai vertici. In attesa che il nuovo grande capo detti la sua ricetta per uscire da una crisi politica, di contenuti e di militanza.

Altro passaggio cruciale, su cui l’avvocato lavora, è la trasformazione del Movimento in partito politico. La maturazione finora non c’è stata, è rimasta allo stato embrionale. Le insidie persistono e il salto non è privo di pericoli e contraccolpi. Il Movimento ha mutato drasticamente direzione politica. L’attuale, ha stravolto -  zittendolo - lo spirito battagliero delle origini. In cambio di un moderatismo di cui Conte dovrebbe essere l’incarnazione naturale. Vedremo se nell’agorà grillina questa sera l’ex inquilino di Palazzo Chigi presenterà qualche idea già definita. O addirittura, come qualcuno afferma, se è pronto ad avviare la fase 2 dei pentastellati.

Per il momento, quello che è certo, è che conterà sul fattore psicologico, sulla necessità che i ‘suoi’ hanno di vedere che una guida c’è e ha intenzione di provare a sanare le ferite di un Movimento lacerato. Che - in questa legislatura - ha perso a Montecitorio 58 deputati, a Palazzo Madama 37 senatori e, a Strasburgo, ha visto ridursi da 14 a 9 gli europarlamentari. In ballo c’è pure l’alleanza con il Pd e le condizioni da scrivere per rinnovarla. Per quanto fautore del patto con i 5Stelle, Enrico Letta non ha intenzione di fare sconti, né di cedere spazio elettorale a nessuno, nemmeno agli ‘amici’. Si muove per riconquistare consenso il nuovo segretario, e per assegnare al Nazareno un ruolo centrale nello scacchiere politico nazionale.

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