Il grande calcio

La Roma aspetta Zaniolo. E Totti entrerà tra i vertici societari?

Il giovanissimo campione (ora infortunato) sulla scia di Di Bartolomei, di Conti e del Capitano. Avrà la maglia numero dieci, che Totti ebbe alla stessa età

14 settembre 2020 16:20
La Roma aspetta Zaniolo. E Totti entrerà tra i vertici societari?

Da sempre a Roma si sono potuti ammirare giocatori, coni colori giallorossi, capaci di illuminare i campi da gioco inventando calcio con la C maiuscola. Una scalata, da Agostino Di Bartolomei, regista capace di impostare dalla difesa innescando sempre gli attaccanti, a Bruno Conti, il mancino che crossava con il destro e saltava tutte le difese avversarie a suon di doppi passi. Fino  alla leggenda,  quel “10” considerato inarrivabile, per gol, per passione, per raffinatezza, una macchina del calcio, un cyborg con una visione del pallone tre volte superiore a qualsiasi giocatore. Almeno sino ad oggi. Sì perché Francesco Totti per il popolo romanista è sempre stato, giustamente, una certezza, anche al di fuori dal campo, in cui i suoi silenzi valgono da sempre  più di mille parole. E quando il Capitano ha mollato? Beh la Roma si è spenta, non vi sono più certezze, né un'evoluzione di tutte le promesse fatte al pubblico e ai giocatori.

 

E poi la luce. La luce vista un tunnel pieno di ostacoli, tra allenatori sbagliati, mercati discutibili, cessioni “spacca cuori” e dirigenze rovinose, una luce, è finalmente apparsa. Un ragazzo dal ciuffo biondo e dalle qualità promettente arrivò a Roma tra le lacrime dei tifosi per l’addio del “ninja” Nainggolan, trasformando quelle lacrime in speranza. Giocatore più che completo, capace di alternarsi perfettamente sia da mezz’ala, sia da trequartista, sia da esterno alto fino alla seconda punta. Un po arrogante, come tutti i ragazzi del 1999, e dagli atteggiamenti talvolta un po rivedibili. Niccolò Zaniolo è una speranza.

 

Totti alla sua età era sulla stessa onda di reti, con un importanza in mezzo al campo che la giovane stellina attuale vuole riproporre. La speranza  di potersi affidare ad un prospetto che potrebbe divenire il più grande centrocampista italiano del prossimo decennio. Anche oltre. Già tra le fila di Mancini in nazionale, la sua continuità ha messo la Roma in una posizione di difficoltà nel trattenerlo dalle spietate “big” d’Europa. Dal Real Madrid al Manchester City, con Guardiola ad elogiarlo per la sua tenacia e la sua tecnica sopraffina. 

 

E allora, in un pozzo nuovo in cui Fredkilin, nuovo proprietario, cerca di tirare fuori la società scatta il colpo di fulmine, far tornare in società quel “10” che tanto manca alla curva Sud, in un ruolo di spessore. Vice presidente o supervisore tecnico, le idee son molte ma quella principale è di farlo tornare di nuovo uno dei pilastri giallorossi. E allora si, che avere sicurezze sia fuori sia dentro il campo cambia una colonna verticale ormai inclinata ma pronta a rialzarsi e tornare “maggica”. E perchè no, avvicinarsi al giovane Zaniolo con l’intento di farli emulare le sue passate ma leggendarie gesta. 

 

Il ragazzo si è di nuovo infortunato, e a tale età vi si può cadere in un circolo depressivo complicato. Il padre Igor, ex calciatore,  sponsorizza una maglia numero 10 che gli darebbe fiducia. Ancora presto per molti, anche se il Capitano la ricevette più o meno a quell'età e  il cammino può disegnare una carriera da fuoriclasse totale.

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