Pagelle Serie A

Pagelle 11a giornata serie A: Tornano Atalanta e Juve. Stop Milan

Vincono tutte le big, tranne la Lazio che si ferma con il Verona delle sorprese. Risveglio per Crotone , Fiorentina e Torino sempre più nel buio. Pagelle

14 dicembre 2020 18:32
Pagelle 11a giornata serie A: Tornano Atalanta e Juve. Stop Milan

Pagelle della 11a giornata serie A 2020/2021. La Fiorentina continua a perdere, con il Torino sono quelle più difficoltà. Roma imprendibile, Bologna annichilito. Ecco la Juve, con lo stop del Milan i giochi diventano sempre più complessi. Petagna trascina il Napoli.

 

Pagelle 11a giornata Serie A 2020/2021: le insufficienze 

Fiorentina voto 4,5: Prandelli se ci sei batti un colpo. Poca roba la Viola, che sembra peggiorare di partita in partita. Zero vittorie dalla nuova gestione e un atteggiamento troppo vicino a chi dovrebbe non retrocedere. La Fiorentina è identificata così ormai e i progetti di Commisso sembrano ancora distanti dall’essere raggiunti. Se ogni settimana il migliore in campo è il portiere, seppur arrivano 3/4  reti. Forse sarebbe il caso di rivedere alcune scelte a partire da Kouamé che non gioca più titolare, ma che sembrerebbe sul pezzo più di Vlahovic.

 

Torino voto 5: Ennesima sconfitta. Solito atteggiamento da squadra mediocre, senza idee, né grinta né cattiveria. Non può bastare sempre e solo Belotti: se non c'è lui, manca ogni punto di riferimento. Peggior difesa del campionato con Sirigu che ormai è irriconoscibile. Manca il regista e deve cominciare a giocare Bonazzoli, che in due minuti ha riacceso i sogni. Ora il ritiro deve portare risposte, anche in vista del difficile calendario.

 

Spezia voto 5: Grosso passo indietro per i liguri. Schiacciati dall’inizio alla fine, con solo l’errore della difesa avversaria a concedergli i goal. Dietro il disastro con una marcatura a zona che non funziona. Gli attaccanti scappano con troppa facilità e in campo aperto arrivano due reti. Proporsi in attacco è una scelta coraggiosa, ma non sempre funzionante soprattutto in gare in cui il risultato deve essere la vittoria. Se si vuole raggiungere una salvezza tranquilla e preservare tutto ciò di buono fatto fino ad ora. 

 

Cagliari voto 5: Tre goal sono davvero pochi, viste le occasioni dell’Inter, ma il portiere fa parte della squadra e i ringraziamenti a Cragno non basterebbero. Insuperabile nel primo tempo. I sardi vengono schiacciati per tutta la gara riuscendo solo a trovare un eurogoal di Sottil. Pavoletti si divora il raddoppio a porta vuota, terminando così la gara offensiva dei padroni di casa. Nota positiva: Zappa che è efficace in tutte le fasi e Rog, che finalmente sta uscendo da un tunnel di infortuni. 

 

Bologna voto 5: Il primo tempo è uno dei peggiori della sua storia. Tre reti dopo un quarto d’ora , cinque al duplice fischio. Rovaglia, giovane portiere esordiente, pare totalmente fuori contesto non riuscendo a reagire a nessuna conclusione avversaria (con annessa uscita inspiegabile in cui Mayoral colpisce il palo). La difesa è alquanto imbarazzante, centrocampo troppo stretto senza soluzioni sugli esterni. Palacio e Barrow sono gli unici due che tentano di dare un po' di movimento, arrivando a recuperare la palla sino alla mediana. Con Spezia e Torino può arrivare il biotine pieno.

 

Lazio voto 5,5: Gara dalla grande intensità, poi il Mister ha scombussolato tutto con i cambi. Rimuovere Caicedo è stata una scelta azzardata visto che il peso offensivo è calato. Male Radu nell’occasione del secondo goal, Lazzarri sfortunato nell'autorete. Immobile spreca troppo, non concretizzando diverse occasioni ghiotte. La sensazione trasmessa è una mancanza di cambi, anche tra i nuovi arrivati, poiché vi è troppo dislivello con chi parte dall’inizio. Tra due giorni si tenterà il riscatto immediato a Benevento.

 

Benevento voto 5,5: Intelligente, ma non si applica. Gioca bene trattenendo il gioco del Sassuolo e non concedendo granché. Il problema è l’ultimo passaggio quando si tratta di segnare. Troppi errori, seppur il portiere avversario para di tutto, la freddezza frutto di poca cattiveria e talvolta confusione (Lapadula e Insigne che discutono per chi doveva inserirsi e chi no per esempio). Si difende, si palleggia con un gioco interessante e i punti sono maggiori del previsto. Quel tocco di cattiveria in più frutterebbe risultati importanti e chissà in questa Serie A folle togliersi anche qualche soddisfazione.

 

Genoa voto 5,5: Fino al 75’ una gara anche oltre le aspettative, poi la stanchezza non ha più retto. Due rigori in meno di dieci minuti che sanciscono la vittoria degli ospiti, per due errori di Rovella e Perin. La partita però ha visto spunti interessanti, tra i quali dei lanci lunghi dalla trequarti di Pellegrini che vengono sfruttati spesso pericolosamente. Il grande divario tra queste due rfealtà ha condizionato e affermato ogni tipo di pronostico. Il Genoa deve sicuramente trovare quyalche punto di riferumento in più, visto che Criscito gioca poco e manca un uomo su cui affidare le proprie spreranze, anche solo per poter sognare. Da apprezzare che Maran tenti di inserire spesso dei nuobi giovani da testare, nella speranza di far crescere piccoli talenti.                 

 

Sampdoria voto 5,5: Quelle dannate palle alte direbbe qualcuno. Peccato perché se si considerasse soltanto il primo tempo i doriani sarebbero un dream team. Partono sempre a mille con intuizioni coraggiose e senza timori nel giocare fluidamente. I problemi vi sono quando si presentano occasioni nel cuore della propria area che non vengono limitate. Oggi altri due goal da cross di fondo, senza l’organizzazione corretta nel marcare. Comunque visto l’avversario non ci si può considerare insoddisfatti se non del risultato finale. Prestazione sì, adesso i punti devono arrivare dopo quattro stop.

 

Pagelle 11a giornata Serie A 2020/2021: le promosse

Milan voto 6: Dopo tanta gloria giunge una gara più sfortunata del previsto, ma restano ancora imbattuti. La bellezza di 27 conclusioni con annessi quattro legni colpiti in pieni non bastano per vincere. L’assenza della serata soni gli attaccanti, quasi tutti nulli nel concretizzare le palle a disposizione. Doppietta di Hernandez, molto criticato di essere meno offensivo in questa stagione. È semplicemente diventato più completo, ma se serve che sia decisivo non se non ripetere due volte. È solo uno stop casuale, il Milan si è visto anche stasera. 

 

Parma voto 6: Tre tiri, due goal. Poi una gara affronta sta tra preghiere e miracoli del portiere. Il Milan poteva chiudere con tanti goal, ma lo schermo definito da Liverani aiuta nel limitare lo spazio agli avversari al momento delle conclusioni. Troppa passività nel tenere la squadra alta nel secondo tempo, giocare in undici dietro la palla è subire lo stesso ad ogni minuto non da estreme sicurezze sulla robustezza di questo team. I risultati cominciano ad esserci, ma occorre più “cazzimma”. 

 

Sassuolo voto 6,5: I tre punti vi sono, ma senza Ciccio Caputo manca qualcosa a questa squadra. Djuricic che sembrava stesse finalmente dimostrando il suo talento, ma senza l’attaccante non riesce più ad apparire. Consigli colpito dalla luce divina para anche l’impossibile, ma senza di lui la sconfitta non sarebbe stata da escludere, considerando anche lo scarso numero di occasioni create dai neroverdi. Ancora Berardi sul tabellino, il leader indiscusso del team. De Zerbi deve riportare sicurezze sennò si rischia di rovinare qualche sogno.

 

Udinese voto 7: Male nel farsi recuperare, vincerla è da campioni. Reagire in questo modo alla rimonta granata è prova di freddezza e sicurezza. Dopo 46 secondi, quando si rischia di subire il contraccolpo, Nestorowsky si fa trovare subito pronto rimettendo le cose in chiaro. L’arma vincenti sono i sudamericani, Pussetto e De Paul che con Deulofeu possono crare ciò che vogliono. Protagonisti in tutte le reti, imprendibili in ripartenza. Manca qualcosa dietro, ma non è l’Udinese insicura che vediamo da anni.

 

Hellas Verona voto 7,5: Non è più una sorpresa, ma adesso l’etichetta di ammazza-big se l’è guadagnata definitivamente. Dopo Roma, Juve, Milan, Atalanta adesso tocca alla Lazio, che viene domata. La fortuna di certo non è mancata nelle occasioni dei goal, ma saper sfruttare sempre gli errori altrui è segno di grande propensione all’offensività e lucidità nel momentum della gara. Un bel Verona, che sta facendo un percorso simile alla Dea, ma con meno frenesia (magia se vogliamo) e più sicurezza. Nessun obiettivo può essere escluso.

 

Napoli voto 7,5: Primo tempo da 5, ripresa da 8. E se arrivano i tre punti la sufficienza è più che piena. Il Napoli è partito lento, subendo una rete che sembrava aver tagliato le gambe ai partenopei, ma riuscendo a reagire grazie ad un ritrovato Lozano. Prima la rete inserendosi da prima punta poi l’assist al bomber Petagna, che sigla la vittoria e il secondo goal di fila. Una bella soluzione l’ex SPAL che non sta facendo sentire l’assenza di Oshimen, seppur la squadra sembri meno sicura. Mercoledì c’è l’Inter, una gara dall’aria spettacolare. Le risposte devono arrivare in certe tipo di sfide.

 

Pagelle 11a giornata serie A: le top

Juventus voto 8: Quando il lavoro c’è i risultati si vedono. Dopo un primo tempo dominato e una seconda frazione a trazione ulta offensiva, la vittoria è arrivata grazie alla combo di rigori trasformati da Cristiano Ronaldo. Cuadrado gioca l’ennesima gara da fenomeno, un giocatore talvolta sottovalutato, ma dalla caratura da big player. Torna Dybala al goal, che potrebbe essere un incentivo per ripartire dopo l’assenza totale vista sino ad ora. Seconda vittoria di fila con un miglioramento nel gioco e soprattutto nella creazione di palle goal. Forse la filosofia di Pirlo sta emergendo.

 

Inter voto 8,5: Volevate una risposta da Conte ed è arrivata. Una gara dominata dall’inizio alla fine dall'Inter, che senza Cragno sarebbe potuta finire in goleada. Vedere che dopo 25 minuti vi sono due difensori centrali (Bastoni in particolare) dentro l’area come punte aggiuntive è prova di rivalsa. Le punte sarde schiacciate sino alla propria area. Erksen mostra sprazzi di grande talento da trequartista, conquistandosi sicuramente la possibilità di giocare di più. Lukaku ancora in rete, dichiarandosi in pole position per il trono dei goleador. Lautaro entra con il piglio giusto. Con il Napoli ci sarà la risposta a cosa si vuole davvero da questa stagione. 

 

Crotone voto 8,5: Per la prima volta arriva finalmente una prestazione di grandissimo livello dei calabresi, che danno così cenni di vita. Spezia annichilito, un Messias indemoniato che in campo aperto non si può fermare. Un attacco continuo, con il sangue negli occhi finché la vittoria non fosse blindata. Peccato che in quattro reti manchi ancora il timbro di Simy, unico vero attaccante in rosa, che però non sta avendo il giusto feeling con la porta. È solo l’inizio, ma l’inserimenti dal primo minuti di nuovi volti, in particolar modo in mezzo al campo, hanno accelerato un gioco troppo sterile nelle altre gare. 

 

Atalanta voto 8,5: Gomez lasciato in tribuna? Torna la vera Atalanta. Non sapremo mai se le prestazioni mediocri della squadra dipendessero davvero dalle motivazioni del capitano argentino, ma finalmente si è rivista la vera Dea. Gosens e Hateboer finalmente ad aggredire l’area, Zapata torre in mezzo, Malinwsky che inventa perle geometriche sui caldi piazzati. La classica banda bergamasca che non vedevamo da un pò, ma che adesso con meno partite sul groppone sino a Febbraio, sentirà meno i guasti muscolari. Se è un ritorno c’è da avere paura, sperando che qualcuno non si sia già dimenticato di loro.

 

Roma voto 9: Semplicemente esemplare. Meravigliosamente magica. In un tempo chiudono la gara, con cinque reti di vantaggio che difficilmente si erano viste nella storia del campionato.

Funziona tutto: dai movimenti dei terzini a spingere agli inserimenti dei centrocampisti e il peso è super offensivo. Con la mancanza di Pedro sono riusciti ad essere ancora più pericolosi. Villar è una bella scommessa che Fonseca rischia di vincere, tacendo le critiche. Ad oggi sembra difficile riuscire a fermare i capitolini, che per la prima volta si trovano con tanti assi nelle maniche. Le sorprese non sono ancora finite. 

 

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