In arrivo J&J

Vaccino Johnson & Johnson: arrivo, efficacia, a chi è destinato

Ne basta una sola dose e si aggiungerà a Pfizer, Moderna e AstraZeneca. Dovrebbe essere somministrato tra il 16 e il 19 aprile, per il commissario Figliuolo

Autorizzato dall’Ema, l’agenzia europea del farmaco, lo scorso 11 aprile, il vaccino Johnson & Johnson sarà somministrato tra 16 e 19 aprile prossimo. Ne è convinto il commissario per l’emergenza sanitaria, generale Francesco Paolo Figliuolo, che conta sul contributo del siero di Janssen per aumentare il ritmo della campagna vaccinale, soprattutto perché è monodose.

Ecco come funziona, a chi andrà e quante dosi se ne attendono.

 

Come funziona

Il vaccino J&J necessita di una sola somministrazione, a differenza di tutti i sieri finora a disposizione. Diversamente dai prodotti Pfizer e Moderna, che sfruttano la tecnica a Rna messaggero, con Johnson & Johnson viene utilizzato un adenovirus, cioè un vettore virale: in pratica viene inoculato un virus differente dal Sars-Cov2, reso innocuo e incapace di replicarsi nell’organismo umano, ma in grado di “trasferire” nelle cellule informazioni che permettono di produrre l’antigene del nuovo coronavirus, ossia capace di stimolare il sistema immunitario affinché neutralizzi il virus nel momento in cui dovesse riconoscerlo. E’ la stessa tecnica sfruttata dai vaccini di tipo tradizionale e comune ad AstraZeneca, anche se questi utilizza un virus vettore differente.

 

Test ed efficacia

J&J ha una lunga storia come produttrice di vaccini e, nel caso del siero anti-Covid, parte dall’esperienza messa a punto negli anni passati per la realizzazione di un vaccino contro ebola. Il siero è stato approvato per tutte le classi di età a partire dai 18 anni, dopo la presentazione dei dati di sperimentazione clinica, lo scorso febbraio. L’efficacia varia dal 72% dei trial condotti negli Stati Uniti al 57% in Sudafrica, dove è presente la variante sudafricana del virus verso cui il siero sarebbe meno efficace, anche se secondo il virologo Fabrizio Pregliasco qui i trial sarebbero stati condotti su un campione poco rappresentativo. L’azienda farmaceutica produttrice ha comunque fatto sapere che il vaccino è molto efficace nel prevenire l’insorgenza dei sintomi più severi del Covid anche nel caso di contagio da varianti.

 

Le dosi disponibili

Stando al piano vaccinale, nel secondo trimestre del 2021 l’Italia dovrebbe disporre di 7,3 milioni di dosi su 200 milioni complessivi concordati nel contratto con l’Unione europea. L’azienda si sarebbe impegnata a inviare dagli Stati Uniti all’UE 55 milioni di dosi entro giugno, anche se ci sono già stati alcuni ritardi. Nei giorni scorsi, infatti, l’azienda farmaceutica ha comunicato alla Food and Drug Administration statunitense di aver dovuto distruggere milioni di dosi (pare 15 milioni) per un errore di contaminazione in fase di produzione.

 

Bassetti, “Vaccino perfetto per i 30-65enni”

“Il Johnson&Johnson sarà il vaccino perfetto per le persone più giovani nella fascia tra i 30-65 anni. Sarà il vaccino per le grandissime immunità ed è un vaccino come AstraZeneca, batteriovirale”. Così ha commentato l’arrivo del vaccino J&J il direttore di Malattie Infettive dell'Ospedale San Martino di Genova Matteo Bassetti, che anche a The Italian Times aveva ribadito in passato la necessità di aumentare le vaccinazioni e che in una intervista recente ha aggiunto: “Quando è uscito il Pfizer i detrattori dicevano che avrebbero aspettato un vaccino normale come l'AstraZeneca, adesso tutti vogliono il Pfizer. Noi italiani siamo strani".

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