L'incredibile lotteria del bando Invitalia per il rimborso spese Covid

I 50 milioni per l’acquisto di mascherine, guanti e gel igienizzanti sono stati vinti o persi addirittura in milionesimi di secondo con l lotteria Invitalia

23 maggio 2020 11:44
L'incredibile lotteria del bando Invitalia per il rimborso spese Covid

Ha dell’incredibile ciò che è accaduto con il bando “Impresa Sicura”, intervento previsto dal decreto “Cura Italia” e che prevede un rimborso fino al 100% delle spese sostenute per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale per il contenimento del contagio da coronavirus. Ecco i fatti: il bando promosso da Invitalia, Società per Azioni interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, prevedeva infatti la possibilità per le imprese italiane di vedersi rimborsate le spese sostenute, nel periodo compreso tra il 17 marzo 2020 e fino alla data di invio della domanda di rimborso, per l’acquisto di mascherine, guanti, dispositivi per protezione oculare, detergenti e soluzioni disinfettanti, per un importo minimo di 500 euro e fino ad un massimo, per soggetto richiedente, di 150.000 euro.

 

Le risorse disponibili per il bando, cosi come previsto dall’articolo 43 comma 1 del DL “Cura Italia”, ammontano a 50 milioni di euro. Lo svolgimento della procedura avviene in 3 fasi: la prima, la prenotazione del rimborso, prevede la compilazione di un form di soli tre campi (codice fiscale dell’impresa richiedente, codice fiscale del rappresentante, se il soggetto richiedente è persona giuridica, importo per cui chiedere il rimborso) da compilare nel portale dedicato di Invitalia a partire dalle ore 9.00 dell’11 maggio 2020; la seconda fase, la pubblicazione dell’elenco delle prenotazioni ammesse e quelle risultate non ammissibili; la terza, la presentazione della domanda di rimborso.

 

Ora, visto l’esiguo ammontare delle risorse disponibili, era scontato fosse un “click day” a determinarne l’assegnazione, anche se sarebbe stato più giusto prevedere una diversa modalità di selezione. A volte però l’eccesso di “trasparenza” rischia di evidenziare tutte le lacune di un sistema che, certo non ha funzionato come avrebbe dovuto. Basta vedere l’ordine di acquisizione delle domande: più che una graduatoria di un bando, sembra una classifica di posizionamento in griglia di un gran premio di Formula 1. Infatti, gli elenchi messi a disposizione nel portale, oltre a mostrare l’ordine di acquisizione delle domande, riportano anche data, ora, minuti, secondi e addirittura i milionesimi di secondo!!!

 

Ebbene la prima impresa che ha trasmesso il modulo di prenotazione, si è aggiudicato il “primo premio” con il tempo record di soli 237 milionesimi di secondo (risultato da far rabbrividire anche un pilota plurititolato come Lewis Hamilton), sfidando qualsiasi legge fisica sul tempo di reazione umano, che in media è di 20 centesimi di secondo. E sarebbe giusto anche assegnare un “premio di consolazione” anche alla prima impresa esclusa, trasmettendo la domanda in soli 1,046851 secondi.

 

Rimarrebbe poi da chiarire il perchè alcune imprese che hanno presentato la domanda, con tempistiche di tutto rispetto, non siano comunque presenti nell'elenco delle imprese, ancorchè non ammesse. In futuro, sarebbe utile sottoporre i candidati, durante la selezione del personale, a specifici test di reazione, in modo da essere pronti per il prossimo “click da". Scherzi a parte, è molto grave che un provvedimento sacrosanto di aiuto per provvedersi di dispositivi fondamentali per la riapertura delle attività produttive e commerciali sia stata affidata ad una simile lotteria.

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