La nuova didattica

Scuola, Didattica Digitale Integrata: verso il nuovo contratto Miur

Il governo ha finalmente invitato le parti sociali per discutere del contratto integrativo su Didattica Digitale Integrata, ad un mese da inizio lezioni

22 ottobre 2020 13:33
Scuola, Didattica Digitale Integrata: verso il nuovo contratto Miur

Con la seconda ondata di contagi ormai in corso si torna a parlare del contratto della scuola per la Didattica Digitale Integrata (DDI), ex DaD, con un netto ritardo rispetto ai tempi inizialmente previsti.

 

I sindacati, furiosi con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e con la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, lamentano la distanza siderale che si è venuta a creare tra le parti, considerando anche che il contratto della scuola è scaduto da ormai due anni.

 

A più di un mese dall’inizio delle lezioni, il governo ha invitato le parti sociali ad un tavolo di confronto per discutere del contratto DDI che sancisca quali siano i diritti e i doveri di alunni ed insegnanti nella Didattica Digitale Integrata. Nel frattempo, le scuole hanno adottato dei Regolamenti propri basandosi sulle linee guida emanate dal Miur la scorsa estate.  

 

Didattica Digitale Integrata: cos’è e come funziona

Finalmente si apre la trattativa per la Didattica Digitale Integrata, nonostante il nuovo anno scolastico sia iniziato da oltre un mese.

 

Cos’è la DDI e come funziona? Prima di tutto facciamo un salto indietro. Le attività scolastiche si sono interrotte bruscamente i primi giorni di marzo del 2020 a causa del lockdown deciso a seguito all’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Coronavirus.

 

Piano piano gli istituti scolastici di ogni ordine e grado si sono organizzati per svolgere la Didattica a Distanza (DaD) e salvaguardare l’anno scolastico. Si è poi lavorato per la ripresa delle attività scolastiche in presenza nel mese di settembre, contemplando al contempo l’opzione Didattica Digitale Integrata.

 

La DDI è una metodologia di insegnamento-apprendimento complementare a quella tradizionale della scuola in presenza, da utilizzarsi qualora emergessero necessità di contenimento del contagio, nonché qualora si rendesse necessario sospendere nuovamente le attività didattiche in presenza a causa delle condizioni epidemiologiche contingenti.

 

Secondo una legge emanata a giugno, la Didattica Digitale Integrata deve essere regolamentata da un apposito contratto collettivo integrativo stipulato con le associazioni sindacali rappresentative sul piano nazionale per il comparto “Istruzione e ricerca”, eppure solo oggi, a fine ottobre, i sindacati di categoria sono stati convocati dal Miur per definirne il contenuto.

 

DDI: in attesa contratto scuole seguono linee guida Miur

Come si stanno regolando nel frattempo le scuole? A fine giugno il Ministro dell’istruzione ha fornito un quadro di riferimento entro cui progettare la ripresa delle attività scolastiche nel mese di settembre, con particolare riferimento, alla necessità per gli istituti scolastici di dotarsi di un Piano per la Didattica Digitale Integrata che individui i criteri e le modalità per riprogettare l’attività didattica in DDI. L’obiettivo è quello si tenere in considerazione le esigenze di tutti gli alunni e gli studenti, in particolar modo degli alunni più fragili.

 

Per agevolare la progettazione del Piano scolastico per la DID, il Miur ha emanato delle linee guida da adottarsi nelle scuole secondarie di II grado in modalità complementare alla didattica in presenza ed è proprio su quelle che gli istituti scolastici hanno basato i propri Regolamenti.

 

Didattica Digitale Integrata: i contenuti del contratto

Non si sa ancora bene cosa dovrà contenere il contratto DID, ma particolare attenzione sembra avere l’orario degli insegnanti. Le varie sigle sindacali, infatti, considerano più gravosa la modalità di lavoro in DDI e quindi ritengono non applicabile l’orario minimo settimanale di lezioni previsto dal Contratto collettivo nazionale del lavoro (CCNL) vigente.

 

Il CCNL della scuola, scaduto il 31 dicembre 2018, prevede:

  • 25 ore settimanali per la scuola dell’infanzia (orario sezione 25-40);

  • 22 ore settimanali per la scuola primaria (orario classe 27-40);

  • 18 ore settimanali per la scuola secondaria di I e II grado (orario classe 27-35).

Le organizzazioni sindacali chiedono anche il diritto alla disconnessione, ossia delimitare i periodi orari di connessione e limitare le attività di insegnamento esclusivamente ai periodi di lezione previsti dal calendario scolastico per garantire l’effettiva conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare.

 

Non è finita qui: per garantire qualità al lavoro svolto gli insegnanti chiedono formazione ma anche la dotazione della strumentazione necessaria (dispositivi, connessione, software, piattaforma, etc…) per svolgere adeguatamente l’attività lavorativa.

 

Si punta anche ad un incentivo economico poiché l’attivazione della DDI rappresenta un’intensificazione dell’impegno professionale e/o una prestazione di lavoro in forma flessibile.

 

Il contratto dovrà contenere anche misure per la sicurezza e per la privacy.

 

Ricordiamo che il nuovo DPCM varato il 18 ottobre scorso non prevede la chiusura delle scuole ma solo l’attuazione e l’estensione della Didattica Digitale Integrata per le scuole medie superiori in specifici contesti territoriali.

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