Evasione fiscale, da oggi nuovo tetto contante e Pos obbligatorio

Inizia la nuova battaglia del governo all'evasione fiscale. Imprese: le misure rischiano di avere scarsi benefici sul gettito e di indebolire i consumi

1 luglio 2020 16:10
Evasione fiscale, da oggi nuovo tetto contante e Pos obbligatorio

Inizia la nuova battaglia del governo all’evasione fiscale, con il tetto al contante e il credito di imposta per i commercianti che utilizzano il Pos.

 

Critiche dagli imprenditori: le misure rischiano di avere scarsi benefici sul gettito e di indebolire i consumi.

 

Nuovo limite al contante: 2.000 euro a partire dal 1° luglio 2020

A partire da oggi, 1° luglio 2020, scattano nuove regole per l’utilizzo del contante: il tetto al cash passa da tremila a duemila euro per poi scendere ancora a mille euro da gennaio 2022.

  • Per i pagamenti di importo maggiore diventa quindi obbligatorio l’utilizzo di bonifici, strumenti digitali e denaro di plastica ossia carte di credito e bancomat.

Nessun paletto è stato invece fissato per i prelievi e i versamenti in banca mentre la norma vale per donazioni e prestiti, anche tra parenti. 

 

Previste delle sanzioni a chi non rispetta i limiti, da 3.000 a 50.000 euro per una singola operazione, secondo la gravità dell’infrazione.

 

Negli ultimi 20 anni la soglia all’utilizzo del contante è stata alzata e abbassata ben 9 volte, con scarsissimi effetti positivi su evasione fiscale e riciclaggio di denaro sporco.

 

Obiettivo della misura: tracciabilità per ridurre l’evasione fiscale

La nuova norma contenuta nell'ultima legge di Bilancio 2020 mira alla tracciabilità dei pagamenti tanto cara al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che anche durante gli Stati Generali dell’economia ne ha ricordato l’importanza per ridurre l’evasione e l’elusione fiscale.

 

Che cosa si intende con questi due termini e quali sono le differenze? L’evasione fiscale può essere definita come un comportamento che mira ad occultare e a contrastare il prelievo fiscale mentre l'elusione fiscale rappresenta il comportamento di per sé lecito messo in pratica dal contribuente per ridurre l'obbligazione tributaria, ossia una serie di comportamenti e azioni che hanno come obiettivo ultimo quello di raggirare le leggi a proprio vantaggio.

 

L’elusione non prevede sanzioni penali, ma solo di carattere amministrativo, mentre l’evasione fiscale può essere sanzionata sia sul piano penale che amministrativo.

 

I numeri dell’evasione fiscale: 100 miliardi l’anno

I numeri dell’evasione fiscale sono stratosferici, si aggira attorno ai 100 miliardi l'anno, vale a dire oltre il 12% del PIL, ecco perché serve una riforma fiscale seria alla quale l’esecutivo sta iniziando a lavorare per agganciare la ripresa economica dopo la catastrofe della pandemia. Intanto si fanno i primi piccoli passi, con misure che puntano a rivoluzionare il nostro stile di vita.

 

Ci riusciremo? Solo con un cambiamento radicale nell’utilizzo del contante e delle carte di debito e credito potrà ridurre l’evasione fiscale ma le probabilità che ciò avvenga sono davvero poche, specialmente con queste nuove misure che limitano solo i pagamenti “ufficiali”, ignorando tutto quello che avviene in “nero”.

 

Basti pensare poi alla consuetudine di aggirare l’ostacolo del tetto al contante con la possibilità di effettuare dei pagamenti frazionati, con multipli delle soglie introdotte.

 

Unimpresa: la misura potrebbe fiaccare i consumi

L’allarme è stato lanciato da Unimpresa, preoccupata soprattutto per gli effetti restrittivi che potrebbero registrarsi sui consumi in un momento così delicato per la ripresa economica post covid-19.

 

È il momento peggiore per introdurre tetti al contante: con la peggiore crisi degli ultimi decenni da affrontare, tutte gli sforzi vanno indirizzati per favorire e stimolare la spesa e non per fiaccare gli acquisti delle famiglie”, commenta Giovanna Ferrara, presidente dell’associazione che rappresenta le micro, piccole e medie imprese che operano nei diversi settori dell’attività primaria, secondaria e terziaria esistenti.

 

Deluso anche Valentino Di Pisa, presidente di Fedagromercati Nazionale. “E’ l'ennesima misura deludente da parte di un Governo che non ha a cuore le imprese: con la crisi che morde il Paese le priorità dovrebbero essere ben altre, in questo momento si sarebbe potuto mettere in standby l'abbassamento del limite del contante, che sicuramente non risolve il problema dell'evasione, per adottare misure di rilancio, per mettere soldi in tasca ai cittadini".

 

Nessun limite in banca per versamenti e prelievi

Il nuovo tetto al contante non si applica per i versamenti e i prelievi in banca, in quanto non figura come un trasferimento di denaro tra soggetti diversi. Tuttavia, i movimenti dei conti correnti sono soggetti a controlli da parte dell’agenzia delle Entrate, che ha accesso a tutti i dati bancari per accertamenti di natura tributaria.

 

Ci sono poi le verifiche da parte dell’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia, per quanto riguarda le norme sull’antiriciclaggio. In caso di movimentazioni consistenti di contanti o movimentazioni sospette rispetto alla normale attività, l’operatore bancario potrebbe richiedere le motivazioni che hanno indotto al prelievo o l’origine di fondi oggetto di versamento per poi procedere con la segnalazione delle operazioni sospette.

 

Può costituire elemento di sospetto anche il ricorso frequente o ingiustificato a operazioni in contante, anche non eccedenti la soglia normativa, e nello specifico, il prelievo o il versamento in contante di importi non coerenti con il profilo di rischio e l’attività del cliente.

 

In particolare, dallo scorso anno finisce sotto la lente dell’Uif chi movimenta contanti, tra prelievi e versamenti, oltre 10.000 euro in un mese anche con più operazioni di importo minore, ma comunque superiore a 1.000 euro.

 

Incentivi per commercianti che utilizzano il Pos

A partire da oggi, 1° luglio 2020, sono stati introdotti anche degli incentivi per commercianti ed artigiani che utilizzano il Pos, strumento che consente di accettare pagamenti con carte di credito e di debito attraverso chip e banda magnetica. Si tratta di una misura introdotta per agevolare i pagamenti elettronici al fine di ridurre l’evasione fiscale, che va di pari passo con la riduzione del limite al contante a duemila euro.

 

Le imprese che utilizzano il Pos potranno recuperare parte di quanto spendono per i pagamenti tracciabili, vantando un credito d’imposta del 30% su commissioni e costi fissi che vengono addebitati per le transazioni effettuate mediante le carte. Come al solito la procedura per ottenere il bonus Pos 2020 è complicata, viziata dalla solita burocrazia made in Italy. 

 

Nessuna novità invece sul fronte delle sanzioni per chi decide di non dotarsi del Pos, quindi la misura ancora una volta lascia il tempo che trova.

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