«L’Ecobonus va prolungato per tutto il 2022, con procedure semplici»

Intervista a Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia: tutto si gioca sui provvedimenti attuativi e sul ruolo delle banche

23 luglio 2020 17:00
«L’Ecobonus va prolungato per tutto il 2022, con procedure semplici»

Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, la storica associazione dei proprietari immobiliari, è convinto che l’Ecobonus sia un provvedimento importante, non solo per il settore ma per il Paese, ma mette con forza le mani avanti sulla necessità che le procedure siano snelle ed efficaci: “Potenzialmente si tratta di una misura capace di muovere l’economia in modo rilevante. E’ però indispensabile che ne sia prolungata la durata di almeno un anno, fino a tutto il 2022. E sarà importante verificare, dice avviando l’intervista, il contenuto dei provvedimenti attuativi, sia quello dell’Agenzia delle entrate sia quello del Ministero dello sviluppo economico. Il diavolo, si sa, si nasconde nei dettagli: se le procedure saranno troppo complesse per i cittadini ed eccessivamente foriere di responsabilità e rischi per i professionisti, l’auspicato “bazooka” non ci sarà”. Non sottovaluterei, inoltre, i danni che potrebbe generare l’assenza dagli uffici pubblici, in particolare comunali, dei dipendenti con i quali gli operatori dovranno confrontarsi per procedere ai lavori. Il governo dovrebbe rendersi conto che per fare “smart working” non basta dire a un dipendente di stare a casa”.


Cosa farà Confedilizia per farlo funzionare davvero?


Giorgio Spaziani Testa. “Vogliamo che l’operazione abbia successo e per questo ci stiamo muovendo in tutte le direzioni per dare ai proprietari, che sono al centro di questa novità normativa, tutti gli strumenti (e tutte le garanzie) perché sui loro immobili vengano realizzati interventi utili e di qualità, mettendo pure in guardia da alcuni pacchetti “chiavi in mano” poco trasparenti. Faremo anche accordi con le banche per facilitare e rendere vantaggiose per i proprietari le operazioni di cessione del credito.

 
Come valuta la decisione del Governo di escludere dalla misura del Superbonus alberghi, hotel e case di lusso, ecc? Includerli non avrebbe dato ulteriore linfa al settore? Quali altri interventi Lei avrebbe voluto fossero introdotti?


Giorgio Spaziani Testa. “Alcune modifiche introdotte dal Parlamento rischiano in effetti di attenuare l’impatto positivo della misura. L’esclusione delle abitazioni delle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, per esempio, è un triplo errore. In primo luogo, è una discriminazione puramente ideologica: non si comprende perché, di fronte al dichiarato interesse generale all’efficientamento energetico e al miglioramento sismico del patrimonio immobiliare italiano, si debbano fare distinzioni fra immobili di un tipo o di un altro. In secondo luogo, questa esclusione rischia di ostacolare l’effettuazione degli interventi in tutti quei condominii in cui convivono unità immobiliari di diverse categorie catastali, nei quali – prevedibilmente – i proprietari non ammessi all’incentivo ostacoleranno (o comunque non favoriranno) le decisioni dell’assemblea. In terzo luogo, il criterio di distinzione prescelto, pur ormai consolidato, è del tutto arbitrario: le case di categoria A/1, ad esempio, non sono necessariamente “di lusso” (anzi, spesso sono delle abitazioni del tutto ordinarie) e, comunque, i criteri con i quali vengono così inquadrate dall’Agenzia delle entrate non sono trasparenti, mentre dovrebbero essere indicati in un provvedimento almeno di fonte regolamentare”.


Vede anche altri limiti nella misura?


Giorgio Spaziani Testa. “Certamente, un altro limite è il mancato inserimento tra i beneficiari della misura di soggetti diversi dalle persone fisiche (che ne usufruiranno solo per i lavori svolti su parti comuni condominiali). Anche qui, vale il discorso fatto per le abitazioni impropriamente considerate “di lusso”: perché distinguere tra figli e figliastri per un incentivo considerato di interesse generale dagli stessi proponenti?
 
Cosa pensa della misura introdotta dal Governo che di fatto ha bloccato gli sfratti fino alla fine dell’anno anche a coloro che non hanno titolo ad occupare gli immobili?


Giorgio Spaziani Testa. “Ne penso tutto il male possibile. E’ una misura che calpesta i diritti dei proprietari ma che è completamente errata sotto diversi altri profili. Anzitutto, non centra minimamente l’obiettivo che si prefiggeva: ad essere sospese, infatti, sono essenzialmente le esecuzioni di provvedimenti giudiziari che nulla hanno a che fare con la pandemia, risalendo a mesi o addirittura anni addietro. Inoltre, si basa sul presupposto – frutto di un’impostazione ideologica superata dalla storia – secondo il quale l’inquilino sarebbe la parte debole del rapporto contrattuale, mentre la vita reale dimostra che le situazioni concrete sono diversificate. In ogni caso, anche qualora la norma fosse stata scritta in modo da salvaguardare soggetti effettivamente bisognosi, è lo Stato che deve farsi carico di queste situazioni, non i privati su imposizione del Governo e del Parlamento e senza neppure la previsione di un indennizzo!”


Cosa pensate di fare?


Giorgio Spaziani Testa. “Grazie all’azione di Confedilizia, in sede giudiziaria e in sede politica, i precedenti blocchi sfratti sono stati prima limitati e poi interrotti. Con l’imperdibile scusa della pandemia, la politica italiana è ricaduta nel vizio della generosità a spese altrui. Ma confidiamo di ottenere anche questa volta i risultati sperati, in modo da dare un po’ di sollievo ai tanti proprietari che ci stanno scrivendo per raccontarci le loro esperienze drammatiche”.
 
Il governo britannico al fine di rilanciare il mercato delle compravendite fortemente danneggiato dalla pandemia ha deciso di cancellare l’imposta di registro. Secondo Lei, è una strada percorribile anche nel nostro Paese?


Giorgio Spaziani Testa. “Mi accontenterei che fosse ridotta quella sulle compravendite di immobili diversi dalla prima casa. Ma ritengo siano più urgenti altri interventi, come la riduzione del carico di tassazione patrimoniale sugli immobili (Imu e non solo, che sta impoverendo le famiglie italiane, nell’indifferenza generale) e l’estensione della cedolare secca alle locazioni non abitative, che è urgente varare per almeno limitare la situazione disastrosa in cui versano il commercio, la ristorazione e il turismo. Invece corriamo rischi opposti, se il Governo deciderà di ascoltare le sirene di Bruxelles e le sue raccomandazioni anti-proprietà immobiliare”.

 
Come valuta oggi l’andamento del mercato immobiliare: c’è domanda di immobili, è più conveniente comprare casa ora rispetto al pre-covid, dove investire meglio e con quali tagli?


Giorgio Spaziani Testa. “Il mercato sta ripartendo adesso dopo diversi mesi di totale blocco. I prezzi sono in calo da molti anni (caso unico in Europa) e il rischio è che la diminuzione prosegua nel 2020. Si tratta, è bene ricordarlo sempre, di una graduale erosione del tanto decantato risparmio privato degli italiani, di cui una politica minimamente responsabile dovrebbe preoccuparsi. Gli unici a trarne vantaggio sono i pochi che devono acquistare senza vendere. Per loro, in effetti, è un buon momento per farlo”.


A quanto pare lo smart working, ora una necessità, diventerà presto una nuova filosofia di lavoro e anche di vita. Le case del domani saranno quindi ripensate e riprogettate per creare al loro interno spazi ad hoc da riservare a questo nuovo modo di lavorare?


Giorgio Spaziani Testa. “Lo smart working (quello vero) certamente si affermerà più che nel passato e i riflessi saranno molti sia sul mercato residenziale sia su quello degli uffici. Sulle nuove costruzioni potrebbe esserci qualche cambiamento, ma il problema non è tanto di impostazioni quanto di ampiezza. E quella, se non c’è, non la si può inventare”.

 
E’ noto che grandi gruppi nazionali stanno ottenendo enormi risparmi dall’applicazione del lavoro agile. Se anche in futuro dovessero decidere di proseguire su questa strada è possibile, secondo Lei, che tale situazione possa scatenare una nuova bolla immobiliare in particolare sugli affitti immobiliari?


Giorgio Spaziani Testa. “Certamente cambieranno alcune dinamiche del mercato, ma non credo in modo così dirompente. Peraltro, c’è da chiedersi come mai dei grandi gruppi – presumibilmente guidati da fior di manager – abbiano avuto bisogno di una pandemia per cogliere i vantaggi del lavoro “agile”. Comunque qualcosa certamente si modificherà, ma non necessariamente in peggio. In alcune zone, l’eventuale riduzione degli spazi attualmente adibiti ad uffici potrebbe generare nuove opportunità abitative, di lunga o breve durata”.

 
Lei ha avuto da sempre una passione politica, come giudica l’attuale momento del Paese, va mantenuto lo stato di emergenza?


Giorgio Spaziani Testa. “La passione per la politica resiste, nonostante il livello della stessa sia parecchio calato negli ultimi anni. Occuparsene dovrebbe essere un dovere di ciascuno per l’arcinota ragione che, comunque, è la politica ad occuparsi di noi. Quanto allo stato di emergenza, eviterei di aggiungermi alla folta schiera dei virologi della domenica. Tuttavia, leggendo e ascoltando i pareri più distaccati, ho l’impressione che ci si possa e ci si debba impegnare per evitare di dare segnali negativi alla popolazione, al fine di non aggravare ulteriormente la già rovinosa situazione economica”.

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